L’anno propedeutico

La comunità propedeutica di quest’anno è costituita da nove giovani provenienti da cinque diocesi marchigiane. Essa, seppur collegata alla comunità del maggiore, ha una sua fisionomia e autonomia, al fine di garantire a ciascuno un sereno discernimento vocazionale e una graduale introduzione al seminario maggiore. Questa introduzione è oggi quanto mai necessaria perché i giovani che entrano in Seminario provengono da esperienze personali ed ecclesiali tra loro molto diverse.

Il propedeutico è un tempo di formazione che precede quello del seminario ed è caratterizzato da momenti di fraternità e di condivisione. È anche un tempo in cui ciascun giovane è chiamato a staccarsi temporaneamente dal mondo per prendersi cura di sé e imparare a habitare secum (abitare con se stesso), condizione essenziale per cercare il Signore e radicarsi in lui, per conoscersi e per aprirsi alla comunione profonda con i fratelli. Durante questo periodo il consolidamento della maturità umana e spirituale è importante sia per l’esito positivo della formazione sia per una risposta più consapevole e libera alla chiamata del Signore.

L’itinerario formativo è scandito da momenti comunitari e personali ed è guidato dell’educatore responsabile della comunità che, in costante contatto con il rettore del maggiore, si preoccupa di organizzare la vita comunitaria, di tracciare e verificare gli itinerari formativi dei giovani. Il padre spirituale ha il compito di guidare i giovani nella vita spirituale e di preghiera per approfondire e purificare le proprie motivazioni vocazionali.
Per integrare la formazione di base sia spirituale che culturale ci si avvale anche di alcuni corsi di introduzione alla fede, alla vita spirituale, al discernimento, alla vocazione e alla figura del presbitero diocesano, allo studio della filosofia e delle lingue classiche (latino e greco) per chi non proviene da studi umanistici.

Ma la vita dei propedeuti non si svolge solo al chiuso. Importanti esperienze esterne arricchiscono il cammino formativo: gli esercizi spirituali di inizio anno, vissuti insieme al propedeutico del seminario regionale di Chieti e incentrato sulla figura di Pietro; i servizi caritativi del lunedì alla mensa “Padre Guido” di Ancona e all’Istituto “Bignamini” di Falconara; le settimane di condivisione mensili presso il “Centro Giovanni Paolo II” di Montorso; il pellegrinaggio francescano ad Assisi-La Verna; l’esperienza nelle case-famiglia della “Comunità Papa Giovanni XXIII”; infine, il pellegrinaggio a Roma sulla tomba dell’Apostolo Pietro a conclusione dell’anno formativo.

Il propedeutico, dunque, è un vero tempo di grazia che, immergendo il giovane nel mistero di Cristo e della Chiesa, avvia un discernimento iniziale della vocazione e permette di avviare il cammino di formazione in Seminario nel modo più proficuo.

Don Claudio Marchetti (Vicerettore e Responsabile del Propedeutico – Diocesi di San Benedetto)

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