«Caro diario», che sorpresa!

Disegnato, monocromo, a misurata tradizionale o ridotta, con buchi, occhielli, lacci, il diario di questi tempi è davvero personalizzabile. Simpatico, bizzarro, creativo, soprattutto avventuroso, di personalità dei ragazzi ne deve soddisfare davvero tante per riuscire a mantenersi sul mercato. Da quando ai miei tempi lo si custodiva con estrema cura (almeno per i primi giorni di scuola), ad oggi, che dell’identità degli adolescenti esso è spia e, in qualche modo, complice.

Gadget dell’apparire, non ci racconta più dei cambiamenti tra i banchi dell’aula, dei compiti assegnati, dei voti ottenuti, ci racconta del suo proprietario e dei suoi gusti. Dotato di vita propria, lo si acquista pensando a quanti stickers possa offrire, a quanti personaggi modaioli rappresenti, a quanti motti e aforismi vi siano contenuti, per restituire al mondo l’immagine che i nostri figli vogliono rendere di se stessi. I quali ci lavorano sopra meticolosamente già da prima dello squillo della campanella, come fossero i jeans o le scarpe da indossare il giorno dopo, per essere di tendenza, o più semplicemente per sentirsi a loro agio.

Una sorta di corredo personale, mica esclusivamente scolastico, pieno di avvertenze e di nuvolette che, per noi genitori, val la pena di osservare con estrema cura, da tenere in assoluta considerazione per conoscerli meglio. Se poi, sorpresa su tutte, lo spazio bianco è finito perché già occupato dalla dedica dell’amico, la soluzione che i nostri ragazzi saranno in grado d’inventare ci ricorderà, ancora una volta quale, meravigliosa avventura sia il «caro diario»!

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