Alle prese con la scuola

Di questi tempi, la scuola ha appena superato il rodaggio d’inizio ma chi ha voglia di impegnarsi ha già messo tutte le sue armi in campo. Ha risolto, almeno nelle intenzioni, la sua guerra con i coetanei che l’additano come lo sfigato «secchione», che si confronta sugli argomenti in aula con gli insegnanti anziché, giù in ultima fila, col vicino di banco, a scambiare due parole sull’uscita del pomeriggio precedente, prima che il prof se ne accorga.

E a casa perde tempo sui libri invece di essere in rete. Prende i suoi spazi per raggiungere gli obiettivi, ha cura dei suoi interessi, si ferma per riflettere…

Ma ditemi: quale bravo genitore si accorge della gran fatica del figlio, soprattutto se vuol essere «secchione»? I ragazzi ancora non sanno che la cultura non paga, e sfoggiarla di questi tempi non è certo motivo di merito, tanto meno tra i compagni. Nessun adolescente ha una lungimiranza tale da capire che il voto non garantisce mica il mestiere, ma almeno aiuta a comprendere meglio il mondo.

I genitori, poi, occupati l’intero giorno, non hanno tempo di guardare i metodi, a loro basta il risultato. Senza tralasciare gli impegni extrascolastici, lo sport, gli amici. E chi capisce queste cose fra noi? Visto che il tempo a disposizione è davvero ridotto e le occasioni di conoscere i nostri figli, specie se «secchioni», sono ancor meno, cosa ne dite di apprezzare la loro “ribellione”? Che non c’è fatica peggiore di tenere un doppio ruolo, in casa e fuori: questo noi adulti lo sappiamo bene!

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