Attenti al binomio scuola e lavoro, molto spesso i protagonisti, da una parte (insegnanti e studenti) o dall’altra (i governi e le imprese), finiscono per sottovalutare una fase importante nella vita del giovane che si appresta a diventare adulto: la formazione. Tale aspetto, infatti, non può prescindere da un percorso culturale efficace. Intervistata per Emmaus, alla luce del laboratorio teatrale promosso all’interno del suo Istituto, il dirigente scolastico del Liceo classico e linguistico «Leopardi» di Macerata, Annamaria Marcantonelli spiega perché la maturazione personale degli studenti debba essere posta, senza alcun dubbio, al centro della didattica che si confronta, oggi più che mai, con i processi della globalizzazione.

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La dirigente scolastica Annamaria Marcantonelli

Dottoressa Marcantonelli, quanto è importante la cultura nella formazione dei giovani, a prescindere dal lavoro che poi svolgeranno una volta adulti?
Dare ai giovani una preparazione solida e duratura nel tempo è fondamentale ed è il nostro obiettivo. L’auspicio è che possano realizzare pienamente, così, la loro personalità e svolgere un ruolo attivo come cittadini. Un impegno che, in un mondo sempre più aperto e globalizzato, si traduce in una vera e propria sfida per tutta la scuola italiana. Inoltre, va ribadito come i nostri Licei siano delle eccellenze formative che l’Europa e il resto del mondo ci invidiano.

Qualcuno potrebbe, però, considerare l’idea di un laboratorio teatrale a scuola un azzardo...
Non siamo d’accordo, crediamo, anzi, che si tratti di un investimento. Il laboratorio deriva da anni di progettualità consolidata, con un percorso autogestito dagli stessi giovani, che ha offerto anche dei risultati molto gratificanti. I nostri studenti sono ora affiancati da un esperto esterno all’Istituto, Francesco Facciolli, per ribadire la volontà della scuola di accompagnarli in un proficuo cammino di crescita e maturazione personale, in modo che possano coltivare le loro attitudini ed esprimere le loro capacità. In tal senso, il teatro è un’attività che cattura i loro interessi e le loro motivazioni, consente di entrare in relazione con se stessi e con gli altri, oltre che promuovere la creatività e l’immaginazione. Il progetto intende coinvolgere tutte le lingue, da quelle antiche, come il latino e il greco, a quelle moderne, come l’inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco, fino al cinese, presenti nel nostro Istituto come materie d’insegnamento.

Una nuova e originale direttiva che consentirà di evidenziare la specificità dei nostri licei.

Di fronte a questo mondo globalizzato, quanto è ancora importante dedicarsi alle lingue classiche?
Il greco e il latino sono delle materie fondamentali nella preparazione degli studenti, in quanto costituiscono una palestra per lo sviluppo della mente. L’attività di traduzione mette in gioco delle competenze che vanno dall’analisi alla sintesi e all’argomentazione, elementi fondamentali per l’acquisizione di una forma mentis rigorosa: non c’è niente di più scientifico, infatti, di una traduzione di greco e latino. Inoltre, l’attualità dei classici risiede, paradossalmente, nella loro inattualità e nella resistenza al tempo e alle mode. Rispetto al parlare e allo scrivere veloce e semplificato dei nostri giorni, il latino si rappresenta, ad esempio, come la lingua per eccellenza della comunicazione che, grazie alle declinazioni, risparmia pronomi, articoli e sottintende il verbo. Al suo confronto, anche i 140 caratteri consentiti da Twitter sembrano troppi.

Che valore assume il divertimento nei processi di apprendimento?
«Delectando pariterque monendo», affermava Orazio. Per i giovani di oggi, insegnare motivando e sviluppando interesse, suscitando passioni e riempiendo di significato l’esperienza scolastica, significa educare.

Questo non vuol dire sminuire il valore delle conoscenze o eliminare la fatica dell’imparare, anzi è il principale fattore.

Tuttavia, i ragazzi non sono dei vasi da riempire, ma sono dei fuochi da accendere e, per fare questo, la scuola deve modificare la propria didattica e metterli al centro del percorso di apprendimento. Benvenute, allora, le nuove metodologie, le quali privilegiano i lavori di gruppo e i laboratori; così come è benvenuta la tecnologia, che consente di metterci in comunicazione con i giovani e con il loro mondo. In conclusione, nella scuola moderna, il tempo e lo spazio dell’apprendimento si amplificano ed è qui che i nostri ragazzi vogliono vivere.

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