Bowie e Boulez: allievo e maestro?

Due icone della musica decedute a distanza di cinque giorni

Il 10 gennaio 2016 è morto David Bowie, icona della pop music. Diverse sue canzoni sono entrate di prepotenza nella colonna sonora della nostra vita.

Ovunque è stato celebrato come il novello Leonardo da Vinci dell’arte contemporanea. La sua musica, le sue composizioni, la sua recitazione, il suo modo di essere icona di stili di moda.
Effluvi di inchiostro per incensare, descrivere, commentare ciò che è stato, ciò che ha fatto, ciò che ha influenzato. Ricordi commossi e una sequela infinita di tristissimi (e scontatissimi) “RIP” (riposi/a in pace) sui social network.
Bowie DavidLeggo che ogni volta ha cambiato, stravolgendo, modificando, sorprendendo…
Nelle mie escursioni notturne in rete ho fatto una indigestione di ascolti delle canzoni da lui incise. So di attirarmi le ire dei suoi tanti fans, ma non ho trovato nulla di innovativo se non la confezione esterna dei suoi prodotti messi sul mercato: le sue canzoni hanno i soliti quattro-cinque accordi e le melodie sono come sempre piacione e ruffiane (altrimenti come si vendono?).È morto il re, viva il re! Probabilmente il prossimo anno non ricorderemo più questa sua arte sopraffina.

Il 5 gennaio 2016 è morto Pierre Boulez, direttore d’orchestra, compositore, musicista fin nell’intimo. Studi al conservatorio di Parigi sotto la direzione di Olivier Messiaen e Andrée Vaurabourg (moglie di Arthur Honegger). Ha diretto l’orchestra di Cleveland, l’orchestra sinfonica della Bbc e la Filarmonica di New York solo con il gesto delle sue mani, senza mai utilizzare nessuna bacchetta.

È stato il propulsore della fondazione di istituzioni per la divulgazione musicale come l’importantissimo IRCAM, l’Istituto di ricerca e di coordinamento acustico-musicale, la Cite’ de la musique di Parigi e la Philharmonie, la nuova grande sala concerti parigina disegnata da Jean Nouve. BBoulez Pierreoulez ha formato nuove generazioni di musicisti, compositori, saggisti, direttori d’orchestra, filosofi e musicologi. È stato anche un pioniere della musica elettronica seguendo due colonne come Varèse e Schaeffer.
Con la sua opera e la sua arte ha insegnato la nuova musica anche agli arrangiatori delle canzoni di David Bowie, i musicisti che hanno reso popolare il “Duca bianco”: se non ci fosse stato Boulez, probabilmente Bowie non sarebbe stato quello che lo star system ha fatto di lui. Però di Pierre Boulez ci ricorderemo, perché la musica contemporanea parla di lui e non ne possiamo più fare a meno.

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