Fair Play: un cartellino verde per la cultura sportiva

La Serie B di calcio premierà i gesti speciali ed esemplari

Gilberto SacchiGilberto Sacchi

Essere leali nello sport significa anche rispettare le regole, l’avversario e, in particolare, l’arbitro, che può sbagliare come qualsiasi altra persona protagonista della gara. Fair Play vuol dire soprattutto accettare la sconfitta: saper fare autocritica è indice di maturità, come pure riuscire a riconoscere i propri errori. Non è semplice nel gioco del calcio, uno sport che fa del “contatto fisico” una sua prerogativa.

Una decina (e oltre) di anni fa, ricoprendo il ruolo di Presidente regionale degli arbitri, insieme ai miei collaboratori e ai Presidenti di sezione feci la proposta di introdurre il saluto di fine gara nelle partite del settore giovanile. Ottenuta l’autorizzazione della Lega Nazionale Dilettanti e della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), l’Aia Marche è stata così l’organismo sportivo pilota in questo gesto che voleva rappresentare una maniera moderna di intendere il gioco del calcio.

Al fischio finale, i calciatori si dovevano ritrovare al centro del terreno di gioco e scambiarsi un chiaro saluto. Successivamente, l’arbitro doveva compilare uno specifico modulo, assegnando la valutazione: al termine della stagione veniva premiato chi meglio interpretato le finalità di questo gesto. L’iniziativa fu poi ripresa dalla Serie D, con la variante dell’applicazione di sanzioni in caso di mancato saluto. In un’altra occasione, anche la Serie A ha provato ad attuare il saluto formale, ma, purtroppo, con pochi risultati da annotare.

In tal senso, ritengo lodevole l’iniziativa della Lega di Serie B e del suo presidente Andrea Abodi che, con la collaborazione dell’Associazione Italiana Arbitri (www.aia-figc.it), ha introdotto il «Cartellino verde» con l’inizio del girone di ritorno del campionato (più precisamente dalla gara Spezia-Bari di venerdì 15 gennaio). Se durante una partita si verificherà un gesto di grande sportività, l’arbitro lo segnalerà al Delegato della Lega e, a fine mese, sarà stilata la lista dei meritevoli, mentre chi raggiungerà il numero maggiore di riconoscimenti otterrà il «Premio Cartellino verde – Stagione sportiva 2015-2016».

La novità ha un valore esclusivamente simbolico e non è finalizzato a premiare gesti ordinari, ma speciali ed esemplari. Al di là del riscontro mediatico raggiunto, personalmente penso che ogni proposta che tende a valorizzare il Fair Play è preziosa per migliorare e rendere ancor più nobile lo spettacolare gioco del calcio. L’iniziativa del «Cartellino verde» infatti, fa parte di un progetto più ampio che intende riportare al centro dell’attenzione tematiche “sensibili”: il rispetto, la cultura sportiva e la responsabilità sociale.

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