«Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio»

Una riflessione per la Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani

Questo versetto della prima lettera di Pietro costituisce il filo conduttore della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, che si celebra in tutto il mondo da oggi a lunedì 25 gennaio. L’invito di Pietro a proclamare «le opere meravigliose di Dio» è diretto a tutto il popolo (leggi Qui l’introduzione teologico-pastorale al tema). Una chiamata, dunque, ad unire le voci, pur di tradizioni, Chiese e comunità diverse, sì da formare un unico «coro» e un’armonia di preghiera tesa a chiedere «il dono di Dio», cioè il dono di essere una cosa sola e di continuare a camminare insieme verso la pienezza dell’unità, ripartendo dal Battesimo e dalla Parola di Dio, fino a raggiungere la completa comunione.

Rispondendo, perciò, al richiamo di Pietro, rivolto a tutti e ad ognuno, siamo chiamati, oltre che a meditare la Parola, a viverla di conseguenza. Come? Con gesti concreti. Per «annunziare le opere meravigliose di Dio», ad esempio, non possiamo mostrarci chiusi al dialogo, autoreferenziali o soltanto – come dice il teologo Fabio Ciardi – indifferenti gli uni verso gli altri e poi proclamare: «Il Signore ha creato un popolo nuovo, ci ha liberato dall’egoismo, dagli odi e dai rancori, ci ha dato come legge l’amore reciproco che fa di noi un cuore solo e un’anima sola…». Dobbiamo fare in modo, invece, di esercitare, specie in questo periodo giubilare, la misericordia, considerato che, come continua Pietro nella sua lettera: «… ora siete il popolo di Dio… ora avete ottenuto misericordia», che a nostra volta siamo “obbligati” (cioè “legati insieme” da un vincolo di stretta gratitudine) a praticare e diffondere. Quindi, coscienti che esistono differenti storie, culture e comunità cristiane e vari modi di pensare, dobbiamo accogliere con rispetto le diversità, «riconoscendo la bellezza di questa grande varietà, consapevoli che l’unità non è uniformità». Questa Parola, declinata dalla prima lettera di Pietro – da vivere non solo durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, ma durante tutto l’anno –  ci invita a cercare di conoscerci meglio tra cristiani, anche di Chiese e comunità diverse, «a narrare vicendevolmente le opere meravigliose del Signore» attestando il suo amore. Allora potremo “proclamare” in maniera credibile tali opere, «testimoniando che siamo uniti tra di noi proprio in questa diversità e ci sosteniamo concretamente gli uni gli altri».

Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari
Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari

D’altra parte, l’umanità, oggi così esposta a guerre, terrorismo, ingiustizie e inequità, ha una grande sete di amore. Questa necessità indispensabile faceva dire a Chiara Lubich, che sempre ha incoraggiato con forza il cammino dell’unità: «L’amore! Quanto bisogno d’amore nel mondo! E in noi cristiani! Tutti noi insieme delle varie Chiese siamo più d’un miliardo. Molti, dunque, e dovremmo essere ben visibili. Ma siamo così divisi che tanti non ci vedono, né vedono Gesù attraverso di noi. Egli ha detto che il mondo ci avrebbe riconosciuti come suoi e,  attraverso noi, avrebbe riconosciuto Lui, dall’amore reciproco, dall’unità: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). […] Il tempo presente, con ciò, domanda a ciascuno di noi amore, domanda unità, comunione, solidarietà. E chiama anche le Chiese a ricomporre l’unità infranta da secoli».

Solo con l’aiuto di Dio, con il sostegno e la luce della preghiera saremo in grado di mettere in pratica questi profondi intendimenti.

 

 

 

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