Gli studenti del “Leopardi” raccontano la “Notte del Classico”

Tra i protagonisti della serata, pubblichiamo il commento dello studente Matteo Polimanti

Gli studenti impegnati nella "Notte del Liceo classico" dello scorso anno

La “Notte nazionale del Liceo classico” è stata celebrata venerdì scorso, 15 gennaio, a Macerata in maniera speciale: con il patrocinio del Comune e dei Musei civici, il Liceo “Leopardi” ha portato in scena, all’interno della bellissima Sala dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi, un’intensa e raffinata lettura antologica dell’Eneide virgiliana. Grazie alla regia di Sauro Savelli, che ha diretto i giovani attori, riuscendo a formare in breve un gruppo affiatato e rendendo la lettura intensa e suggestiva, e all’apporto per luci e audio di Angelo Cioci, un ex alunno, che, nonostante la giovane età, è già un nome importante nelle produzioni teatrali nazionali e internazionali, lo spettacolo è stato raffinato e appassionante.

A margine dell’iniziativa, lo studente Matteo Polimanti ha inviato alla nostra redazione una lettera di commento che pubblichiamo di seguito:

«Oggi è la serata nazionale del Liceo classico. Pensare che fino a pochi mesi fa non sapevo nemmeno ci fosse una serata, addirittura nazionale, dedicata alla mia scuola. Adesso, invece, eccomi qua a sfogare tutta la tensione addosso, prendendo voracemente a morsi una barretta di cioccolato, in attesa che tutto abbia inizio. Guardo la gente entrare, posizionarsi sulle apposite sedie e penso quanto sia ancora più bella la sala dell’Eneide e più vivo Palazzo Bonaccorsi.

Sauro Savelli, il nostro bravissimo regista, proprio ora esce da un lungo colloquio con Angelo Cioci per dirci che è tutto pronto. Si parte. Ecco la professoressa Menicucci, vera ideatrice della serata, posizionarsi davanti a noi e introdurre la rappresentazione.

Le sue parole coprono ogni nostro sospiro d’ansia; istintivamente comincio a fissare i miei compagni d’avventura: Luca Paolucci dà le ultime tamburellate per smaltire l’ansia, Letizia Cecchini rilegge scrupolosamente la sua parte su un foglio stropicciato che, in quanto tale, dice Sauro, «sa di vissuto»; non riesco a capire se Francesco Caranti stia fissando le proprie scarpe o un punto a caso sul pavimento, ad ogni modo dal suo sguardo fisso se ne deduce la concentrazione; Elisabetta Tassi è immobile davanti al pianoforte, con le dita già ben posizionate; Serena Lambertucci, non potendo più scaldare la voce, ora ripassa con Irene Amico e Ilenia Silvestrelli ogni nota col solo gesticolare delle mani e con l’alzarsi e abbassarsi continuo delle sopracciglia; Carlo Angeloni e Pietro Giuggioloni sono fermamente intenti a infastidire Rachele Greco ed Eleonora Palmieri, mentre, sottovoce, anche loro studiano ognuna il proprio pezzo.

Poi tocca a noi: “Lettura antologica di alcuni passi dell’Eneide”, questo è ciò che il nostro pubblico si aspetta di sentire e nostro il compito di appassionarli ai versi di Virgilio.

Ora, a distanza di una settimana, rimpiango amaramente quella serata e quei pochi infiniti minuti che hanno preceduto lo spettacolo. Luci, effetti sonori, canti, cori, letture e accompagnamenti musicali. Un’esperienza che abbiamo cercato di rendere indimenticabile per tutti coloro che vi hanno partecipato: far fatica a far uscire le persone dalla sala, desiderose di complimentarsi ancora una volta con attori e musicisti; vedere in qualche volto lacrime di commozione; e sentirsi imbarazzati nel ricevere così tanti applausi ed elogi, persino il giorno dopo.

Noi non immaginavamo tutto ciò, eravamo dei semplici studenti che in un pomeriggio d’autunno si sono trovati e hanno cominciato a fantasticare, a creare, a immaginare e a credere. Ahimè, tutto è finito, ma noi non dimenticheremo, e ci auguriamo vivamente che anche chi è stato coinvolto non lo farà: a partire dai professori fino alle nostre famiglie. Inoltre, ringraziamo l’azienda Infissi Design di Ivano Rustichelli, rappresentata quella sera da Francesco Giacomini, per aver sostenuto questa nostra iniziativa e averla favorita fino alla sua realizzazione.

Questo progetto ci ha segnato, ci ha fatto conoscer tra di noi e diventar amici in modo diverso da quello che predilige il solito ambiente scolastico, ma soprattutto ci ha permesso di capire quanto sia semplice realizzare qualsiasi cosa in cui si crede o si è appassionati e comunicarla a chi ti sta intorno».

La “Notte Del Liceo Classico”

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