Esperienza di unità possibile

Per gli abitanti di Passo di Treia la presenza di una Comunità della Chiesa Ortodossa Rumena è ormai convivenza “ecumenica”. La vecchia chiesa di Sant’Ubaldo, lungo la strada provinciale che porta a San Severino, affidata dal Vescovo Giuliodori alla Comunità Ortodossa Rumena, è stata sistemata come luogo di culto dalla comunità stessa, guidata dal Sacerdote ortodosso P. Oleg Bonari e arricchita di splendide pitture ed icone.

I fedeli rumeni, a proprie spese, hanno dato così vita e valore religioso e culturale ad un edificio di culto ormai dismesso. L’affluenza domenicale di famiglie che arrivano dall’entroterra maceratese, ma anche da Iesi, testimonia una vivacità e un attaccamento alle proprie radici cristiane vissute nell’Ortodossia. In occasione della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani, domenica 24 gennaio la comunità “cattolica” di Passo di Treia (suona strano dover distinguere, ma questa è la bellezza dei cristiani che vogliono essere distinti ma uniti nello stesso Cristo), con i sacerdoti di tutta l’Unità Pastorale, ha voluto vivere una bella celebrazione ecumenica.

Il testo ufficiale internazionale della celebrazione è stato arricchito con parti della liturgia ortodossa dei Sacri Vespri. Così i canti, le preghiere (in italiano) e gesti ieratici degli ortodossi si sono uniti “ad una sola voce” al suono delle chitarre, le letture bibliche e gli abbracci di pace di tutta l’assemblea. Una piccola ma significativa esperienza di unità possibile, di fratellanza nella fede in un solo Salvatore Gesù Cristo, del superamento di contese religiose basate più sulle vicende della storia e della politica degli uomini che sulla fede in Dio.

È stata l’esperienza di quella unità dei discepoli per la quale Gesù aveva pregato nell’ultima cena con i suoi: «Che siano una cosa sola».

Vespri Ecumenici A Sant’Ubaldo

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