Ordine di sant’Agostino: dialogo con padre Anton sulla misericordia

Il priore generale in visita a Tolentino per l'inaugurazione di una sala studio per i giovani

Nei giorni scorsi, a Tolentino, il priore generale dell’Ordine degli Agostiniani, padre Alejandro Moral Anton, ha fatto visita al convento agostiniano di san Nicola per inaugurare un nuovo spazio dedicato allo studio per i giovani (vedi la fotogallery).

Nel discorso 358/A, sant’Agostino tratta del valore della misericordia: «Desidero darvi, o buoni fedeli, qualche avvertimento sul valore della misericordia. Per quanto abbia sperimentato che voi siete disponibili a ogni opera buona, tuttavia è necessario che su questo argomento tenga con voi un discorso di particolare impegno». Intervistato per Emmaus, il priore offre un’ampia riflessione sul pensiero del Santo di Ippona.

Padre Anton, per il sant’Agostino cos’è la misericordia?
Per sant’Agostino la misericordia è l’amore di Dio, attraverso la rivelazione di suo Figlio, che è venuto per farci diventare Dio: «Dio è diventato uomo perché l’uomo possa diventare Dio, in quanto il Figlio di Dio ci porta alla misericordia del Padre». Sant’Agostino ci parla anche della giustizia e della pace, che fanno parte della misericordia di Dio.

Come possono unirsi misericordia e giustizia?
San Paolo usa la parola “dikaiosyne” che significa giustizia. Deriva dalla parola dell’Antico Testamento “khesed” che vuol dire misericordia. La giustizia di Dio non è distributiva, come la nostra, ma equivale alla misericordia.

San Nicola da Tolentino e santa Rita da Cascia possono essere presi ad esempio in questo Anno Santo?
Sono due grandi esempi: San Nicola si è sempre preoccupato delle persone bisognose per aiutarle; santa Rita, creando la pace, ha dato la misericordia anche per quelle persone che erano condannate. Ma ce n’è anche un terzo che possiamo seguire: san Tommaso da Villanova, il pastore dei poveri.

Ci parli di san Tommaso da Villanova?
San Tommaso è stato consigliere spirituale del re in Spagna, Carlo V. Ha donato tutti i suoi averi ai poveri ed è morto poverissimo, perché ha donato tutto ai poveri, anche il suo letto. Quando morì, nella sua stanza non c’era niente, neanche il letto. Nei ritratti appare sempre con una moneta in atto di offrirla ai bisognosi. Per questo lo definisco un pastore della Misericordia.

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