Gli animatori musicali della liturgia (tra questi includo anche chi scrive) soffrono di un’ansia particolare, di una fobia che diventa complesso: l’horror vacui. È una espressione latina che significa letteralmente “terrore del vuoto“. In una classica celebrazione eucaristica abbiamo la necessità di sonorizzare qualsiasi momento anche quando è prescritto di tacere. Nello stesso tempo il nostro atteggiamento è anche schizofrenico: non cantiamo le parti obbligate e sonorizziamo ciò che non si deve.
Il momento per eccellenza in cui l’animatore si deve legare le mani e la bocca è durante il racconto dell’istituzione e la consacrazione della Preghiera eucaristica: è chiesto espressamente dalla Chiesa.

Nell’Ordinamento generale del Messale Romano (III Edizione), il documento che introduce e spiega i principi generali e le norme per lo svolgimento della celebrazione dell’Eucaristia, si legge:

«A questo punto ha inizio il momento centrale e culminante dell’intera celebrazione, la Preghiera eucaristica, ossia la preghiera di azione di grazie e di santificazione. Il sacerdote invita il popolo a innalzare il cuore verso il Signore nella preghiera e nell’azione di grazie, e lo associa a sé nella solenne preghiera, che egli, a nome di tutta la comunità, rivolge a Dio Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo. Il significato di questa Preghiera è che tutta l’assemblea dei fedeli si unisca insieme con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e nell’offrire il sacrificio. La Preghiera eucaristica esige che tutti l’ascoltino con riverenza e silenzio».
(Ordinamento Generale del Messale Romano n.78)

La preghiera eucaristica va ascoltata con riverenza e silenzio

È tutto molto chiaro: non ci possono essere elementi sonori che possano distrarre l’attenzione del celebrante e del fedele durante l’apice della Celebrazione.
Rimanendo nella Preghiera eucaristica, capita che venga recitata l’acclamazione del Santo, magari con tono sciatto e lagnoso, e poi ci si cimenti in un adagio che fa tanto colonna sonora cinematografica da “Via col vento”, tralasciando l’acclamazione dell’anamnesi (Mistero della fede) e il forte e convinto Amen della dossologia finale.

«Gli elementi principali di cui consta la Preghiera eucaristica si possono distinguere come segue:
a) L’azione di grazie (che si esprime particolarmente nel prefazio): il sacerdote, a nome di tutto il popolo santo, glorifica Dio Padre e gli rende grazie per tutta l’opera della salvezza o per qualche suo aspetto particolare, a seconda della diversità del giorno, della festa o del Tempo.
b) L’acclamazione: tutta l’assemblea, unendosi alle creature celesti, canta il Santo. Questa acclamazione, che fa parte della Preghiera eucaristica, è proclamata da tutto il popolo col sacerdote.
c) L’epiclesi: la Chiesa implora con speciali invocazioni la potenza dello Spirito Santo, perché i doni offerti dagli uomini siano consacrati, cioè diventino il Corpo e il Sangue di Cristo, e perché la vittima immacolata, che si riceve nella Comunione, giovi per la salvezza di coloro che vi parteciperanno.
d) Il racconto dell’istituzione e la consacrazione: mediante le parole e i gesti di Cristo, si compie il sacrificio che Cristo stesso istituì nell’ultima Cena, quando offrì il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del pane e del vino, li diede a mangiare e a bere agli Apostoli e lasciò loro il mandato di perpetuare questo mistero.
e) L’anamnesi: la Chiesa, adempiendo il comando ricevuto da Cristo Signore per mezzo degli Apostoli, celebra il memoriale di Cristo, commemorando specialmente la sua beata passione, la gloriosa risurrezione e l’ascensione al cielo.
f) L’offerta: nel corso di questo stesso memoriale la Chiesa, in modo particolare quella radunata in quel momento e in quel luogo, offre al Padre nello Spirito Santo la vittima immacolata. La Chiesa desidera che i fedeli non solo offrano la vittima immacolata, ma imparino anche ad offrire se stessi e così portino a compimento ogni giorno di più, per mezzo di Cristo Mediatore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché finalmente Dio sia tutto in tutti.

Anamnesi e dossologia finale non devono essere oscurate

g) Le intercessioni: con esse si esprime che l’Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa, sia celeste che terrena, e che l’offerta è fatta per essa e per tutti i suoi membri, vivi e defunti, i quali sono stati chiamati a partecipare alla redenzione e alla salvezza ottenuta per mezzo del Corpo e del Sangue di Cristo.
h) La dossologia finale: con essa si esprime la glorificazione di Dio; viene ratificata e conclusa con l’acclamazione del popolo: Amen».
(Ordinamento Generale del Messale Romano n.79)

Riusciranno i nostri eroi a rimettere ordine al loro modo di operare?

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Sono nato nel 1970. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica "G.Rossini" di Pesaro e alla laurea in ingegneria, ho conseguito i diplomi al Co.Per.Li.M. e al corso biennale "Giovanni Maria Rossi" per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana. Collaboro con la Sezione Musica per la Liturgia dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Sono docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e del COPERLIM. Sono vicedirettore dell'Ufficio Liturgico della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Dal 1993 sono maestro direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata.