Figli di don Bosco e frecce verso il Cielo

La Casa Salesiana di Macerata in festa per il Santo torinese

Federica Spalletti

“Basta che siate giovani, perché vi ami assai”. Queste le parole hanno risuonato al tempio di don Giovanni Bosco durante la Messa di domenica 31 gennaio (guarda qui la fotogallery), giornata di festa per la Casa Salesiana di Macerata. Tanti i volti, le famiglie, e soprattutto tanti giovani a riempire l’Oratorio nelle due giornate di festeggiamenti sulla scia della musica, del gioco e di un unico grande spirito di missione, quella intrapresa da don Bosco per la salvezza dei suoi ragazzi.

Un momento della celebrazione
Un momento della celebrazione

“Un oratorio senza musica è come un corpo senz’anima”, diceva il santo torinese, e l’Oratorio non poteva che confermarlo: dalla musica dei più alti esempi, quali Bethoven, Elgar, Bazzini e molti altri, eccellentemente suonata dai maestri della Scuola di Musica Don Bosco, M° Lucia Mezzanotte (al violino) e M° Seppo Varho (al pianoforte) durante il pomeriggio; fino a quella dei giovani, con il concerto di voci “Cittadini per il mondo: apri gli occhi e il cuore”. Quest’ultimo, svoltosi nella serata del 30, ha visto partecipare in prima persona i giovani dell’Oratorio, insieme per riflettere a suon di musica su tematiche di stretta attualità, quali la guerra, la fame l’ingiustizia, verso le quali un giovane di spirito salesiano, non può rimanere indifferente.

Don Flaviano D'Ercoli
Don Flaviano D’Ercoli

“Saremo frecce verso il Cielo, nell’arco del tempo” recita la canzone salesiana “Un sogno che vola”, cantata in conclusione di serata. Il ritornello non può che esprimere al meglio gli eventi della successiva domenica “Guarda che, guarda che, che sterminato mare di mani c’è. Saranno i figli tuoi Don Bosco, quelli che hai chiamato con te!”. Una chiesa strapiena nella giornata di san Giovanni Bosco per la Santa Messa presieduta dal direttore della Casa, don Flaviano D’Ercoli (leggi qui il suo messaggio per la Festa di don Bosco) che, con le sue parole, ha ricordato “la bellezza di rimanere bambini”, così come fece il Santo torinese: padre per molti giovani, piccolo davanti al Signore, il Padre di tutti.

DSC_0807Alla fine della Celebrazione Eucaristica, è avvenuta la fondazione ufficiale della Compagnia del Savio con la consegna ai ragazzi dei segni di riconoscimento, la felpa verde e il fazzolettone. La compagnia raccoglie, sul modello delle prime fondate da don Bosco, tutti i ragazzi desiderosi di vivere nello spirito salesiano, avendo a modello san Domenico Savio, il miglior frutto dell’oratorio di Valdocco. A seguire, si è svolto un conviviale con la partecipazione di oltre 450 persone (ottima l’organizzazione della storica cuoca Marisa, del marito Andrea, del gruppo Mamma Margherita e di tutti i volontari).

Non poteva mancare in oratorio un pomeriggio di gioco in cortile per tutti i ragazzi della Compagnia del Savio e degli Scout, con entusiasmanti sfide a biliardino, carte, calcio e molti altri sport, per la conquista del Trofeo “Tag Don Bosco”. Contemporaneamente, un momento di riflessione comune per i genitori, attraverso l’incontro “La Misericordia del Figlio” con Don Flaviano.

Don Bosco è ancora vivo, il suo spirito è concreto, e queste due giornate lo hanno dimostrato. L’Oratorio non è solo un luogo di festa, ma di vita e quotidianità, una casa pronta ad accogliere sempre e con amore tutti giovani: figli di Don Bosco e frecce verso il Cielo.

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