Lo stile Alessandrini, il giornalismo che documenta

Lo scorso 29 gennaui, l'Aula Magna del Comune di Recanati ha ospitato l’incontro dedicato al portavoce dei maggiori organismi della stampa vaticana

L’Aula Magna del Comune di Recanati, lo scorso 29 gennaio, ha ospitato l’incontro dedicato a Federico Alessandrini, personaggio nato nel 1905 a Recanati e, dal Dopoguerra, giornalista portavoce dei maggiori organismi della stampa vaticana (leggi Qui il servizio di presentazione dell’evento).

a13fb122-a1b0-42e1-a144-80ee99c25d47Nell’incontro, moderato dal giornalista Rai Vincenzo Varagona, è stata ripercorsa la vita umana e professionale di Alessandrini letta attraverso la sua attività di giornalista dal 1946 al 1950 come direttore dell’organo dell’Azione cattolica italiana, poi vice-direttore de «L’Osservatore Romano» e, dal 1970 al 1976, direttore della Sala stampa vaticana. Una figura, quella di Federico, poco conosciuta nella sua Recanati, che da oggi è raccolta nel libro «Federico Alessandrini – Santa sede tra nazismo e crisi spagnola (1933-1938)», curato dal figlio don Giorgio Alessandrini e presentato a Recanati nell’incontro pubblico.

IMG_7067L’iniziativa, patrocinata dall’Assessorato alle Culture e P.I. del Comune di Recanati, ha visto la presenza dell’assessore Rita Soccio, del Vescovo diocesano, mons. Nazzareno Marconi, del professor Renato Moro, ordinario di Storia Contemporanea a Roma Tre, e del curatore del libro, nonchè figlio dello storico giornalista, don Giorgio Alessandrini. Nei saluti istituzionali, l’assessore Soccio ha evidenziato lo straordinario valore di Alessandrini purtroppo poco noto nella sua città nonostante il ruolo di rilievo ricoperto in Vaticano in uno dei periodi storici più delicati. Dall’attività di portavoce di Alessandrini, secondo l’assessore, ci resta l’invito a considerare la storia come preziosa testimonianza per non dimenticare e per trarre insegnamento utile a non commettere nuovi errori.

IMG_7070Don Giorgio ha poi tratteggiato la personalità del padre, ricordandolo come un uomo semplice dotato di grande autoironia. Sul piano professionale, Federico iniziò la sua attività in ruoli di responsabilità mosso da un forte spirito di servizio che gli ha permesso di maturare un’esperienza sul campo di fondamentale aiuto nel proseguimento della carriera da portavoce del Vaticano. Il libro realizzato da don Giorgio nasce quasi per caso, quando un giorno lo stesso sacerdote riapre l’armadio dove il padre conservava con perizia d’archivio, la consistente produzione di articoli scritti nel suo periodo in Vaticano. Sfogliando i numerosi faldoni e rileggendo gli articoli è emersa la straordinaria capacità di Federico Alessandrini di raccontare le vicende storiche con limpidezza rimettendo insieme tutte le informazioni che giungevano dall’estero attraverso i canali stampa.

Il professor Moro, curatore dell’introduzione del libro, si sofferma proprio sulla capacità di Alessandrini nel scrivere con un’ottica indipendente e fedele alla chiesa cercando di tenerla unita in un momento difficilissimo dove tutte le aree politiche volevano strumentalizzarla. L’attività di portavoce fedele alla realtà in un contesto complesso, è osservabile attraverso le pagine del libro che contiene schede e riferimenti a circa 500 articoli. Secondo Moro: «Il libro interroga tutti noi come lettori e osservatori, ma anche come partecipanti alle vicende».

Mons. Nazzareno Marconi, poi, mettendo a confronto l’attività giornalistica di Alessandrini e quella odierna proveniente dal Vaticano, osserva che è rimasto uno «stile Alessandrini», ovvero è un giornalismo che documenta.

Per il Vescovo, Alessandrini ha utilizzato uno sguardo competente nel trovare le fonti e presentarle in una posizione di osservatore capace di sapersi mette da parte. Altro aspetto evidenziato da monsignor Marconi nelle sue conclusioni del dibattito, è la rarità dello «sguardo a dimensione mondiale» di Alessandrini nel leggere e analizzare i fatti dal mondo, ma anche lo sguardo «di fede» che non si schiera pur osservando dall’alto -in questo caso- della sua professionalità.

Federico Alessandrini, dunque, si aggiunge alle tante figure “minori” nate a Recanati e che in vari ambiti hanno portato il loro contributo lasciando tracce significative. Personalità che nel tempo emergono e che possono contribuire a dare ulteriore prestigio e sviluppo alla Città leopardiana. L’incontro ha acceso l’interesse dei presenti su Federico Alessandrini e sembra aver poso le basi per far nascere iniziative ancora più importanti (vedi, ad esempio, l’istituzione di un premio giornalistico, in collaborazione con l’Ucsi Marche), al fine di per valorizzare e promuovere questo personaggio e la sua attività ancora in gran parte da rileggere.

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