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Il dottor Campolungo, durante la Santa Messa per la Giornata per la Vita del 2014

Pierpaolo Campolungo*

Domenica 7 febbraio la Chiesa celebra la 38^ Giornata per la Vita, un momento di particolare attenzione istituito proprio con l’intenzione di focalizzare la riflessione delle persone sul valore, la dignità e il rispetto della vita. Il Centro di Aiuto alla Vita (Cav) è un’associazione laica promanata dal Movimento per la Vita italiano che opera per farsi prossima alle famiglie che si trovano in difficoltà perché possano gioire dell’accoglienza dei figli, presenti già dal concepimento.

Come da tradizione, per solennizzare la ricorrenza, il Movimento per la vita e il Cav di Macerata (nato a macerata nel 1986, ad opera di persone sensibili al valore e dignità della vita) hanno previsto tre eventi sul tema «Felici di essere nati»sabato 6 febbraio, alle 21.15 nella chiesa di San Francesco è in programma «Il canto della vita», un concerto vocale-strumentale (ad ingresso gratuito) organizzato dal maestro Laura Corbelli; domenica 7 febbraio, per celebrare degnamente la Giornata, alle 11 nel Duomo di Macerata il vescovo Nazzareno Marconi presiederà la Santa Messa, animata dalla Cappella della Cattedrale; nel pomeriggio, alle 16.30, presso la Domus San Giuliano è previsto inoltre «Orizzonti di vita», un incontro-dibattito moderato da Francesca D’Alessandro, presidente del Movimento per la Vita di Macerata, e con la partecipazione degli esperti Manuela Berardinelli, Stefano Cognini, Cristina Parolisi e Paolo Scapellato: interverrà anche monsignor Marconi.

Vale la pena sottolineare che il Messaggio preparato dai vescovi per la circostanza (Qui il testo integrale del Consiglio Permanente della Cei) pone alla base della riflessione la misericordia come via per dare senso vita: essa, difatti, «cambia lo sguardo, allarga il cuore e trasforma la vita in dono». Frequenti sono i riferimenti all’atteggiamento degli uomini che con protervia ed indifferenza decidono sulla sorte dei deboli che in condizioni di fragilità devono subire l’offesa di chi decide il loro diritto a nascere o a permanere in vita.

movimento-per-la-vitaCon parole nette, quindi, i vescovi affermano che «ogni figlio che viene al mondo è dono per i suoi genitori e per la società; ogni vita non accolta impoverisce il nostro tessuto sociale. È la cura dell’altro, nella famiglia come nella scuola, che offre un orizzonte di senso alla vita e fa crescere una società pienamente umana».
Non c’è possibilità di migliorare la vita dell’uomo se non ci si affida al dialogo, cioè ad un confronto leale, franco e rispettoso con ogni fratello. Nella costruzione di questi ponti di dialogo, «la Chiesa in primis deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere». Le forme di violenza alla dignità umana e di soppressione della vita stessa sono innumerevoli e in modi diversi sono presenti in ogni parte del mondo. Cercare la pace vuol dire superare la logica della sopraffazione, dell’autodeterminazione senza regole e del profitto come unico scopo del vivere; in sostanza solo mettendosi al fianco del fratello si può costruire una sintonia di vita e produrre la gioia del vivere. Insieme con papa Francesco e con i vescovi, possiamo dunque asserire, con piena convinzione, «che è la misericordia il nuovo nome della pace. La misericordia farà fiorire la vita».

baby-718146_640-640x336Da sempre, le operatrici del Centro di Aiuto alla Vita pongono alla base della loro missione il desiderio di salvare la vita nella sua fase iniziale cercando di accogliere le mamme orientate all’aborto, sostenerle e aiutarle a rinunciare all’aborto e portare il concepito alla nascita. Rispetto al passato quest’obiettivo oggi è molto più difficile da raggiungere sia per le difficoltà ad operare nelle strutture sanitarie, sia perché sugli aborti chirurgici (visibili e registrabili) prevalgono quelli farmacologici che si consumano all’interno delle pareti domestiche e nell’intimo della donna stessa. Riteniamo infatti che, nella condizione attuale, sia fondamentale accogliere la mamma perché accolga la vita, cioè avvicinarsi alla mamma in difficoltà con spirito di misericordia, affinchè possa comprendere il valore vero della vita e assaporare la gioia del suo accoglimento.

«La misericordia è il nuovo nome della pace: la misericordia farà fiorire la vita».

Nel 2015 il Cav di Macerata ha ospitato e aiutato 203 donne: 146 mamme in povertà che cercano aiuti per i propri figli e 57 mamme in gravidanza che chiedono conforto, consigli e aiuti (leggi Qui la storia di una giovanissima madre che ha scelto di portare a termine la propria gravidanza). Le prestazioni fornite sono complessivamente 885 e riguardano: colloqui, vestiario, oggetti di ogni specie, alimenti per l’infanzia, pannolini, denaro e prestazioni varie. Le mamme di bambini salvati dall’aborto assistite dal Centro sono state 5. Con viva soddisfazione, si rileva che, col passare degli anni, aumenta il numero delle mamme che restituiscono oggetti o indumenti di cui non fanno più uso: certamente un segno che l’atteggiamento misericordioso con cui le accogliamo e aiutiamo produce buon frutto e stimola la disponibilità a restituire proficuamente ciò che gratuitamente hanno ricevuto.

Nel 2015 il Cav di Macerata ha ospitato e aiutato 203 donne: 5 Le mamme di bambini salvati dall’aborto

Infine, si ricorda che l’attività del Cav di Macerata – con sede in piazza S. Vincenzo M. Strambi 4 – può essere sostenuta con donazioni in denaro su c/c postale N° 14249627, partecipando al Progetto Gemma, oppure donando vestiario ed oggetti che sono stati usati per la crescita dei bambini piccoli e che ora non servono più.

*medico, specialista in Ostetricia e Ginecologia e presidente del Cav di Macerata

Alla 38^ Giornata per la Vita, nei prossimi giorni, saranno dedicati ulteriori servizi e testimonianze

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