Capodanno cinese: riprendere il dialogo sulle orme di padre Matteo Ricci

Come comprendere il "continente invisibile" fuori da logiche eurocentriche o di parte?

Qualche anno prima che cadesse il muro di Berlino, nell’ormai lontano 1989, un famoso sociologo canadese prevedeva che le ormai trazionali divisioni del mondo in Est e Ovest e Nord e Sud del mondo sarebbero state sostituite da una nuova interpretazione del globo terrestre in grandi aree culturali. Provo a riportarne qualcuna: l’Ovest europeo, l’Est europeo, il Nord America, il Sud America, l’Africa, l’India, il Sud Est asiatico, l’estremo oriente, la Cina… La domanda che lo stesso studioso poi si poneva è di estrema attualità: Saranno realtà che si scontreranno o dovranno integrarsi reciprocamente? Nel nostro continente, e nel nostro Paese, sperimentiamo quotidianamente la drammaticità di questa problematica.

Un “continente” invisibile sembra infatti abitare tra noi: si tratta di quello cinese, il quale appare molto riservato tanto che non sempre lo si riesce a incontrare. Esso è portatore una cultura molto diversa da quella europea, ma anche i ritmi che caratterizzano la nostra vita sociale appaiono altri da quelli riscontrati all’interno del grande territorio cinese. Ciò che è accaduto, infatti, sia nelle trasformazioni dell’Est europeo che nell’Ovest ha avuto una accentuata velocità, mentre in altre culture si è avuta una più lenta trasformazione.

Lo stesso padre Matteo Ricci, ben quattro secoli fa, si era inserito, o meglio userei il termine “incarnato”, nella terra cinese. L’8 febbraio (sabato 6 a Macerata, leggi qui il programma) si celebra il Capodanno cinese ed è forse questa l’occasione per un incontro di conoscenza reciproca. Nei giorni scorsi, papa Francesco ha rilasciato un intervista al quotidiano online Asia Times, come riferito da Avvenire e dalla stampa nazionale, esprimendo l’ammirazione verso “una terra benedetta”, auspicando che “sulle orme di padre Matteo Ricci“, si possa iniziare un dialogo che vada oltre le logiche di parte che hanno caratterizzato Yalta.

Sappiamo bene come il Pontefice guardi molto lontanto e che la sua visione del mondo sia molto diversa da quella cosiddetta “eurocentrica”. Al suo intervistatore, inoltre, papa Bergoglio confida che, fin da ragazzo, ha avuto un grande ammirazione per il nostro concittadino maceratese Padre Matteo Ricci. Questo perchè in ogni civiltà, in ogni continente, sono presenti le tracce del regno di Dio al cui servizio la Chiesa si trova e sulle quali i suoi fedeli possono riprendere il cammino.

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