Da sempre, la celebrazione della Santa Messa nel Duomo di Macerata, in occasione della Giornata per la Vita (leggi Qui il servizio di presentazione), alla presenza dei bambini e delle famiglie, rappresenta per la comunità diocesana e per la realtà civile locale un momento di autentica emozione per ribadire – specialmente oggi, mentre si discute la dibattuta legge sulle unioni civili e sui rischi legati alla pratica dell’utero in affitto – la sacralità del dono che l’esistenza umana costituisce, dal concepimento fino al suo termine. Di seguito, gentilmente concessa ad Emmausonline, raccogliamo una testimonianza letta durante la Celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Marconi, per comprendere meglio in che modo agisce quella “rete” solidale e spesso silenziosa che, assieme al Centro di aiuto alla Vita, promuove la difesa e la tutela della maternità. In particolare, viene spiegato in cosa consiste il Progetto Gemma, un sostegno concreto rivolto alle donne in gravidanza per evitare il dramma dell’aborto.

Rappresento l’associazione «Giò Vita asd» di Macerata, che è presente nel nostro territorio dagli Anni 80. L’associazione organizza corsi ginnici presso la Palestra della Scuola primaria del quartiere Collevario, in cui si insegnano e si praticano varie discipline: ginnastica fisioterapeutica, aerobica, gag e zumba. Non mancano momenti di aggregazione conviviale per San Martino, Natale, Carnevale ed altre occasioni in cui si sta insieme in un clima familiare. Due terzi degli utili d’esercizio vengono destinati a scopi benefici.
Alcuni membri della nostra Associazione, dialogando con volontarie di loro personale conoscenza ed impegnate nella realtà del Centro di Aiuto alla Vita di Macerata, hanno avuto modo di sperimentare in modo diretto il lodevole lavoro che svolge il Centro. Esse si adoperano per la promozione dell’essere umano fin dal concepimento e s’impegnano a far sì che la gravidanza indesiderata non costringa le mamme a ricorrere necessariamente all’aborto; in modo preminente sostengono le madri che, scegliendo di tenere e dare alla luce il bimbo cresciuto in grembo, evitano la soppressione di una vita e, a se stesse, inevitabili traumi fisici e psicologici derivanti dall’aborto. Oltre al sostegno morale, offrono alle famiglie indigenti quanto è necessario per l’accudimento dei figli nei primi anni di vita.

Uno strumento concreto per distogliere la mamma dal vicolo cieco dell’aborto è il Progetto Gemma. Il Progetto Gemma consiste nell’adottare una mamma che ha in grembo un bambino che, senza questo aiuto economico, non sarebbe mai nato; l’ammontare della donazione è di 160 euro per 18 mesi, per complessivi 2880 euro. I Centri di Aiuto alla Vita presenti in tutta Italia quando vengono a conoscenza di una mamma a rischio di aborto per il disagio esistenziale in cui si trova presentano il caso, con richiesta di un Progetto Gemma, alla Fondazione Vita Nova, alla quale pervengono da tutta l’Italia anche le proposte di presa in carico di una adozione. La Fondazione esamina le richieste in modo coscienzioso, decide qual’è il caso più urgente da accogliere e comunica al Cav richiedente il nome del donatore che si assume l’onere del sostegno economico. Il donatore invia il denaro al Cav indicato, che provvede a consegnare la donazione direttamente alla mamma.
A tale riguardo, l’associazione «Giò Vita» – in riferimento al disposto del proprio Statuto e considerata l’importanza degli effetti della propria azione – ha deciso di farsi carico di un’adozione e ha offerto l’importo di un Progetto Gemma, che è già in atto, utilizzando parte degli utili degli esercizi 2013-14-15.
In un momento storico in cui tanti desideri disordinati e, oserei dire, sconsiderati, vengono sostenuti a proposito della vita nascente o da poco nata, spero che, gesti come il nostro possano ripetersi con più frequenza. Il Giubileo della Misericordia certamente susciterà in tutti noi un maggiore slancio di generosità.

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