«Le Marche del pensiero. Forme di umanesimo e itinerari filosofici di pensatori marchigiani del ‘900»: s’intitola così il volume di Giancarlo Galeazzi, pubblicato di recente nei «Quaderni del Consiglio regionale delle Marche».

Il Servo di Dio Enrico Medi
Il Servo di Dio Enrico Medi

Il testo si articola in una ricognizione su quattordici filosofi marchigiani del ‘900, tutti nati nelle Marche e che hanno operato nella regione o fuori di essa: Umberto Antonio Padovani e Bruno Leoni di Ancona, Maria Montessori e Vittorio Lanternari di Chiaravalle, Rodolfo Mondolfo di Senigallia, Gallo Galli di Montecarotto, Enzo Paci di Monterado, Italo Mancini e Paolo Rossi di Urbino, Enrico Garulli di Pesaro, Giuseppe Tucci di Macerata, Emilio Betti di Camerino, Enrico Medi di Porto Recanati e Elio Matassi di San Benedetto del Tronto.

Giuseppe Tucci in Tibet
Giuseppe Tucci in Tibet

Alcuni di essi sono addirittura noti a livello mondiale (si pensi, ad esempio, a Giuseppe Tucci, Rodolfo Mondolfo, Maria Montessori, Bruno Leoni e Paolo Rossi) e altri sono di statura europea (come Enzo Paci, Emilio Betti, Italo Mancini). Tutte le figure sono di fama nazionale, e sono rappresentativi delle principali tendenze filosofiche novecentesche.

I sette pensatori qui privilegiati, con specifici saggi di Galeazzi, permettono di riflettere sulla filosofia della religione che ha carattere metafisico in Padovani ed ermeneutico in Mancini, sulla filosofia della società che è di orientamento socialista in Mondolfo e liberale in Leoni, sulla filosofia della scienza che si colloca in ambito educativo nella Montessori, fisico in Medi, epistemologico in Garulli. Ne scaturisce un quadro plurale della filosofia contemporanea, e tuttavia questi pensatori marchigiani sono accomunati dalla rivendicazione dell’umanesimo che, pur diversamente motivato e configurato, è valorizzazione dell’uomo come soggetto razionale e libero che trova nel dialogo la sua espressione più alta.

imagesPer tutto questo, i pensatori di cui Galeazzi si è occupato presentano non solo un valore storico, ma anche attuale: la loro appare lezione feconda pure nel nostro tempo per il costante richiamo alla dignità della persona. Come scrive Antonio Mastrovincenzo, presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, presentando il volume, la ricognizione operata da Galeazzi «va al di là dell’ambito filosofico specialisticamente inteso, in quanto permette d’incontrare personalità che, legate alle Marche, danno lustro alla regione e, in certi casi, permettono di coglierne anche certi tratti identitari». Per questo, conclude Mastrovincenzo, «riteniamo che il presente Quaderno, oltre al suo valore propriamente filosofico, sia significativo anche sul piano più ampiamente culturale, come valorizzazione delle Marche e della cultura che in questa regione si esprime», tanto da rendere legittimo affermare che, pure dal punto di vista filosofico, le Marche si configurano in termini di vera e propria eccellenza.

Appare dunque positivo farla conoscere, così come positiva è la molteplicità delle iniziative che Galeazzi, in qualità di fondatore e presidente onorario della Società Filosofica Italiana di Ancona, da trent’anni organizza nella provincia di Ancona, come ha documentato nei suoi tre precedenti volumi, rassegne che configurano un “festival del pensiero plurale” presente in varie sedi e distribuito luogo tutto l’anno.

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