Presso la Libreria Del Monte a Macerata (in Via XXIV Maggio), venerdì 12 febbraio alle ore 17.30, avrà luogo la presentazione del libro: «L’Islam spiegato a chi ha paura dei musulmani» (Città Nuova Ed., 2015), promossa dalle Associazioni Ubuntu, Agorà, Giò Vita, con il patrocinio del CSV Marche. Interverranno Michele Zanzucchi, curatore del volume e Viviana De Marco, docente di Teologia Sistematica presso l’Istituto Teologico Marchigiano.

Libro islamIl testo proposto da Zanzucchi (editor) e da altri collaboratori permette di affrontare vari argomenti – quali terrorismo e jihad, la questione donna, le espressioni mediatiche di al-Jazeera e dell’Isis – e di discuterne alla luce del rapporto fra Islam e Cristianesimo, tentando di approfondire la natura di entrambi e di capire anche come le due religioni vengano spesso manipolate nello scacchiere della geopolitica internazionale.

In altre parole, questo libro – com’è scritto nell’introduzione al volume – ha una sola pretesa: raccontare qualcosa dell’Islam e dei musulmani di oggi, cercare di far capire le ricchezze più evidenti e alcuni dei problemi del mondo islamico in spirito di comprensione e di dialogo, senza anatemi reciproci, senza fatwa né scomuniche, rimanendo nel campo della rispettosa attenzione verso l’altro. D’altra parte ascolto e mutua comprensione – ne sono convinti gli autori – sono indispensabili per la salvezza del mondo e quindi dell’Europa.

La metodologia è semplice, quasi scontata: dare la parola ad esperti nei vari ambiti, sia di religione musulmana che di fede cristiana. Per questo è necessario leggere il testo quasi d’un fiato ed, eventualmente, approfondirlo in seguito fino ad essere messi in crisi negli assoluti che spesso ci vengono trasmessi, per effetto di deviazioni strumentali o mediatiche. Più che di certezze, la lettura e la riflessione dovrebbero aiutarci a formulare delle domande necessarie per comprendere un mondo ancora poco conosciuto. Le risposte che troviamo in questo libro ci aiutano a fare chiarezza, fino a liberarci da rigide convinzioni. In fin dei conti, per comprendere l’altro è necessario perdere totalmente certi parametri e schemi che rischiano di diventare mere sicurezze, che in realtà nascondono autentiche paure.

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