Gaudí, a Tolentino un incontro sull’architetto di Dio

Gaudí mostra la Sagrada Familia al nunzio del Vaticano, Francesco Ragonesi (1915). Lo stesso monsignor Ragonesi definì Gaudí «il Dante dell'architettura».

Mercoledì 17 febbraio (ore 17) e giovedì 18 febbraio (ore 9 per le scuole) presso la sala Fusconi del convento di San Nicola a Tolentino il Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico” e l’Ordine degli Architetti della provincia di Macerata, in collaborazione con la comunità agostiniana, organizzano un incontro dal titolo  Gaudí, l’architetto di Dio” con l’architetto Josè Manuel Almuzara, presidente dell’Associazione per la beatificazione di Antoni Gaudí.

800px-Gaudí_(1878)Il relatore ha conosciuto personalmente gli architetti Lluís Bonet Garí e Isidre Puig Boada, discepoli di Gaudí e responsabili per il progetto e la direzione delle opere del Tempio espiatorio della Sagrada Familia di Barcellona. Proprio grazie alle spiegazioni e al lavoro di questi architetti ed altri suoi collaboratori (specialmente l’architetto Francesc de Paula Cardoner) è nato in lui un entusiasmo per il pensiero e l’opera di Gaudí. Da giugno 1992 è presidente dell’Associazione per la beatificazione di Antoni Gaudí, che ha come scopo principale quello di riuscire ad ottenere la beatificazione dell’architetto e, come fine, la diffusione dei suoi aspetti spirituali ed artistici attraverso conferenze, mostre e pubblicazioni, e la raccolta di testimonianze di miracoli favoriti dalla sua intercessione. Dal 9 luglio 2003 il processo è ufficialmente aperto presso la Congregazione per la Causa dei Santi.

Un'immagine della Sagrada Familia a Barcellona
Un’immagine della Sagrada Familia a Barcellona

Ha curato due mostre allestite durante le Giornate Mondiali della Gioventù: “Sagrada Familia, Mossi dalla Bellezza”, durante la Gmg di Madrid del 2011; e “Antoni Gaudì, i giorni della creazione”, durante la Gmg di Rio de Janeiro del 2013. La causa di beatificazione di Antoni Gaudí, l’architetto della basilica della Sagrada Família a Barcellona, è già stata avviata presso la Congregazione delle Cause dei Santi; la speranza è che possa essere canonizzato nel giugno prossimo, a 90 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1926. Il 12 aprile 2000, nell’arcivescovado di Barcellona, è stata celebrata l’apertura del processo, conclusosi il 13 maggio 2003, e il dossier è stato inviato a Roma. Papa Benedetto XVI, nella messa con dedicazione della Sagrada Família, ha fatto riferimento a quello che gli storici hanno definito il “passaggio dei santi”: “Quest’evento è anche, in qualche modo, il punto culminante e lo sbocco di una storia di questa terra catalana che, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, diede una moltitudine di santi e di fondatori (…) Storia di santità, di creazioni artistiche e poetiche, nate dalla fede”.

Infatti, a 31 anni, l’Associazione dei devoti di san Giuseppe gli affidò la direzione architettonica della costruzione della basilica della Sagrada Família. Si dedicò anima e corpo a questa opera magna, rinunciando via via alle proposte interessanti che riceveva, per dedicarsi solo alla chiesa. La costruzione convertì sempre più il suo architetto, edificando in lui l’opera della sua santificazione. La sua aspirazione era servire Dio e seppe sempre che il modo migliore per farlo era attraverso l’architettura.

Questa coscienza di laico cristiano, totalmente dedito a servire il Signore nell’esercizio della sua professione, lo portò a restare celibe per tutta la vita. Confessava però che la castità non gli pesava. Come nella vita di grandi Santi, una malattia illuminò la sua vita mostrandogli il vero cammino: si addentrò in esso senza vacillare o rimandare, dedito anima e corpo alla sua opera magna, tanto che era solito ripetere: “Il mio cliente non ha fretta”.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments