Cif Macerata: un incontro per tenere viva la memoria del Sinodo

(Foto Sir)

donEgidioTittarelliEgidio Tittarelli

Ho accettato molto volentieri di partecipare all’incontro promosso dal Centro italiano femminile (Cif) di Macerata sul Sinodo della Famiglia, previsto per domani, mercoledì 17 febbraio, alle ore 16 (presso la sede in piazza dell’Erta), che ha avuto come tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nella società” perché vediamo quanto questo è attuale e significativo nel momento storico che stiamo vivendo.

Non a caso, nel suo discorso a conclusione del Sinodo, papa Francesco ha ricordato come la sfida che abbiamo davanti è quella di “annunciare il Vangelo all’uomo di oggi, difendendo la famiglia da tutti gli attacchi ideologici e individualistici”. Ringrazio, perciò, il Cif perché vuol tenere viva la memoria del Sinodo e soprattutto perché ha avvertito l’urgenza di riflettere sulla vita della famiglia e della sua missione nella Chiesa e nella società.

Corriamo sempre il rischio di vivere eventi che ci prendono sul momento, ma che poi facciamo fatica a custodire nel cammino quotidiano della vita. Anche il Sinodo ha trovato ampio spazio nei mezzi di comunicazione nel momento in cui si è celebrato, ma poi sembra essere finito nel dimenticatoio. Siamo in attesa della esortazione apostolica di papa Francesco che ci offrirà una sintesi dei lavori sinodali e anche indicazioni su come vivere nelle nostre Diocesi il frutto delle riflessioni e proposte che il Sinodo ha affrontato.

Nell’incontro di domani cercheremo di intuire alcune piste di riflessione e possibili proposte di cammini con le famiglie e per le famiglie che le nostre comunità sono chiamate a vivere, in quello stile di accoglienza e di misericordia che la Chiesa sta cercando di vivere in questo tempo. Ci lasceremo aiutare da alcuni discorsi di papa Francesco durante il Sinodo e dalla relazione finale che è stata consegnata al Papa e che diventerà indicazione concreta nella esortazione che dovrebbe uscire all’inizio del mese di marzo.

Già nel suo discorso finale, Francesco ci ha ricordato che: “Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore”. Non dimentichiamoci che siamo nel Giubileo della Misericordia!

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