Martedì della prima settimana

16 febbraio

La Parola di oggi
C’è una preghiera, nata dall’angoscia umana, che traduce il desiderio di assicurarsi le grazie di un Dio che sfugge al controllo dell’uomo. La preghiera di Gesù è invece porsi con fiducia nelle mani del Signore. La sola garanzia che offre all’uomo è lo stesso perdono che l’uomo offre ai fratelli.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15)
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;
ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Una storia per pensare
C’era una ragazza e purtroppo non era la sola, il cui unico desiderio era di contemplarsi allo specchio. Voleva tanto bene a quel piccolo specchio che era diventato il suo confidente e a esso raccontava tutti i suoi problemi e i suoi capricci. Era molto vanitosa e si preoccupava soltanto di essere all’ultima moda. Le interessavano i tessuti, i loro colori, i cappelli e i vestiti. La ragazza, tenendo sempre alla bellezza, mostrava allo specchio tutti i suoi vestiti e se uno non gli piaceva, lo metteva subito da parte. Un giorno si svegliò con un leggero bruciore al naso; si alzò molto preoccupata e corse dall’amico specchio per farsi esaminare il viso. L’inseparabile amico le avrebbe mostrato cosa stava succedendo. Quando la ragazzina si contemplò allo specchio, l’amico fedele le mostrò il suo bel nasino deturpato da un gran foruncolo rosso. Tutto il viso ne era imbruttito. Come sempre, lo specchio diceva la verità. Quel foruncolo inopportuno era impossibile nasconderlo e brillava come lo “Stop” di un’auto in frenata. La giovane si offese per quello che le aveva detto lo specchio. Sperava che il suo amico l’avrebbe rassicurata sul fatto che niente poteva alterare la bellezza del suo viso. Furiosa, la ragazzina vanitosa decise di non consultare mai più l’amico specchio e lo buttò nel cestino della carta straccia…
Se anche tu cerchi solo amici che ti lusingano e non ti dicono i tuoi difetti, in che modo potrai correggerti per migliorarti?

Alla Scuola della Misericordia
Il grande maestro della vita spirituale che è stato San Benedetto da Norcia nella sua Regola, al capitolo IV, elenca gli strumenti delle buone opere e colloca le opere di misericordia entro un lungo elenco, che si apre con l’amore di Dio e l’amore del prossimo e prosegue con i 10 comandamenti. Si tratta di un’indicazione molto saggia, perché prima di poter parlare di misericordia bisogna operare la giustizia.
Lo stile di vita impostato dai 10 comandamenti, quello che la Bibbia chiama «vivere secondo l’alleanza di Dio», è infatti la base di ogni vita nel bene. Né la misericordia spirituale, né quella corporale, può realizzarsi se prima di tutto non si vive nel rispetto di Dio e del prossimo, nella tutela della vita e di tutto quello che permette agli altri di vivere. Non si realizza certo la via della misericordia, dove esistono la falsità, la violenza, la mancanza di rispetto delle relazioni fondamentali che costituiscono la famiglia, come quella tra genitori e figli e come quella tra sposo e sposa.
Infine è molto saggio il fatto che San Benedetto chiuda questo elenco degli strumenti delle buone opere con:«Non disperare mai della misericordia di Dio», che potrebbe giustamente essere la 15ª opera di misericordia.

+ Nazzareno, vescovo

(Testo tratto da: Nazzareno Marconi, Verso la Pasqua 2016)

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