La Parola di oggi
La preghiera, dice Gesù, non è mai vana. Essa ci apre a un Dio d’amore. Essa permette l’irruzione di quest’amore nei nostri cuori malvagi. Questa è la “cosa buona” che il Signore ci vuol dare.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12)
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

Una storia per pensare
Una carovana di mercanti d’Oriente si preparava ad attraversare un grande e pericoloso deserto. II percorso richiedeva una buona conoscenza dei luoghi e delle piste, delle oasi, ma anche delle abitudini degli indigeni. Così si assicurarono i servizi di una guida locale famosa per la sua esperienza. Dopo dieci giorni di rapido cammino, la colonna si arrestò contro una barriera di uomini armati, fermi attorno alla statua di una delle loro orribili divinità dall’aspetto crudele, che incombeva sulla pista. «Non potete proseguire!» gridò il capo degli uomini armati «Se non sacrificate un uomo al nostro dio! È la regola di ogni nuova luna. Se non lo farete, morirete tutti qui immediatamente!». I mercanti si radunarono e cominciarono a parlottare tra loro. La scelta era drammatica e l’accordo molto difficile. «Noi ci conosciamo tutti da molto tempo. Siamo parenti tra di noi. Non possiamo sacrificare uno di noi per placare questo dio!». I loro sguardi si concentrarono tutti sulla guida… Dopo avere immolato il pover’uomo, secondo il rito, ai piedi della statua, la carovana riprese il cammino. Ma nessuno conosceva la via e ben presto si persero nel deserto. Morirono uno dopo l’altro di sete e di sfinimento…
È venuto tra noi Gesù, la luce del mondo. Ma il mondo vedendo una grande luce si è subito dato da fare per spegnerla. E non si accorge che sta morendo di sete e di sfinimento…

Alla Scuola della Misericordia
Il mondo contemporaneo apprezza molto la specializzazione: nessuno può fare tutto e, soprattutto, sa farlo bene. Se c’è oggi una cosa in cui la Chiesa dovrebbe più convintamente rivendicare la sua “specializzazione” sono proprio le opere di misericordia spirituale. Come stupirci di questo in un mondo che pensa solo a ciò che è materiale, ma poi per uno strano contrappasso non riesce a trovare medicine per guarire le sue malattie spirituali come: la noia, la paura della sofferenza e della morte, il terrore di invecchiare, la solitudine interiore che porta a deprimersi… Nessun dubbio che l’amore cristiano debba esprimersi anche nell’offrire ai più sfortunati, per quel che è possibile, un aiuto per i loro problemi esistenziali primari e materiali. Guai se la Chiesa lo dimenticasse. Ma guai se riducesse a questo la sua azione nel mondo. Papa Francesco ci ha invitato più volte a non ridurre la Chiesa a una onlus, preoccupata solo del benessere materiale delle persone, magari cadendo nella tentazione superba di crederci capaci di risolvere da soli i problemi del mondo. Non potremo mai risolvere alla radice i problemi sociali senza l’impegno serio e responsabile della società civile, a cui compete primariamente questo compito. Alla comunità cristiana tocca in primo luogo l’impegno di tradurre ogni giorno la sua fede in un’opera complessiva di misericordia spirituale verso il nostro mondo, da cui sarebbe colpevole esimerci e in cui altri non sono tenuti a sostituirci.

+ Nazzareno, vescovo

(brano dal testo: Nazzareno Marconi, Verso la Pasqua2016)

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