di Silvio Minnetti (*)

Nella sede del Consiglio regionale in Ancona, il 16 febbraio scorso, si è svolto il primo laboratorio regionale di ascolto reciproco e condivisione, organizzato dal Movimento politico per l’unità, finalizzato alla massima condivisione possibile per una legge avanzata sul gioco d’azzardo. Hanno partecipato: l’assessore regionale all’ambiente Angelo Sciapichetti, primo presentatore di un’apposita proposta di legge; cinque consiglieri regionali di Pd, Udc, M5S, FdI, Gruppo Misto; la rete nazionale e regionale Slot Mob; l’Associazione Zero Slot; la Scuola delle Buone pratiche-Lega delle Autonomie; il Movimento territoriale di cooperazione; gruppi di Mutuo Aiuto; l’associazione Glatad, il Dipartimento di Dipendenze Patologiche e Numero verde regionale; il prof. Ciccocioppo, docente di Unicam; assessori e consiglieri comunali in dialogo per condividere una legge in grado di dotare i Sindaci di poteri regolamentari, resistenti ai ricorsi al TAR da parte di gestori di sale da gioco.

Il metodo che il Movimento politico per l’unità propone consiste nel mettere insieme intorno ad un tavolo, dentro le istituzioni legislative, Parlamento e Consigli regionali, politici di diversi partiti, di maggioranza e minoranza, espressioni competenti dell’associazionismo e del Terzo Settore, giovani, amministratori locali, funzionari pubblici e studiosi della materia, per attraversare le ferite dell’umanità di quel territorio e facilitare l’unità in uno spazio terzo rispetto alle dinamiche conflittuali partitiche, spazio libero di autentico dialogo.

Giuseppe Riccio e Paolo Nanni, della rete nazionale e regionale Slot Mob, hanno sottolineato che il laboratorio è nato da 10 iniziative in diverse città delle Marche (110 in Italia). Si tratta di trovare una normativa uniforme da Comune a Comune limitrofo per dare un segnale coerente ai giocatori in termini di distanze e di orari, per far fronte a un grave fenomeno sotto l’aspetto socio-sanitario. In questo senso è ritenuta esemplare l’esperienza di Teramo e dintorni.  Gianni Giuli del DDP-Azienda sanitaria regionale, ha sottolineato che ormai il 68% dei giovani gioca e che è estremamente urgente una legge, da far poi rispettare, per proteggerli insieme ad anziani e soggetti fragili esposti a un grave rischio. Ormai il DSM5 ha codificato questa dipendenza comportamentale. Servono risorse in bilancio regionale e ambulatori esterni per soggetti che non vogliono riconoscere tale dipendenza.

Il prof. Roberto Ciccocioppo, docente dell’Università di Camerino, ha sottolineato, attraverso i suoi studi sul cervello, che questo è fatto anche per divertirsi attraverso il gioco. È urgente allora creare spazi sociali per giochi buoni e tradizionali e limitarne altri, come l’azzardo, che determinano spesso una malattia della mente, presenti anche in soggetti in fasce a rischio per predisposizione genetica, co-morbilità, difficoltà psichiche, età, elevata dopamina etc. È necessario proteggere le persone più vulnerabili come i giovani e gli anziani, casalinghe a rischio di solitudine e depressione. Come per il fumo, deve cambiare la percezione sociale. Il gioco d’azzardo è un male gravissimo.

Negli interventi dei partecipanti sono emersi molteplici contributi e suggerimenti per una legge condivisa, da varare entro giugno prossimo, che dovrebbe contenere: estensione dei limiti orari e di distanze, il divieto di pubblicità sulla base di una disciplina nazionale da adottare in Conferenza Stato-Regioni, dopo la decadenza della delega del Parlamento; fare una legge più spinta possibile seguendo l’esempio di Lombardia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, attualmente tra le più avanzate; concepire un ruolo attivo dei Comuni e delle associazioni nella prevenzione; prevedere l’aumento dell’IVA dell’1% per gli esercizi con slot machines e il marchio No Slot per esercizi virtuosi premiandoli con sconti dell’Irap e di tasse comunali; ispirarsi ad un testo unitario  tra quelli presentati anche dai Consiglieri Luca Marconi ed Elena Leonardi, senza  cedimenti alle pressioni di lobby del gioco d’azzardo.

Tutti hanno insistito sull’importanza di redigere una legge unitaria, applicabile con poche norme chiare, con verifica delle autorizzazioni ogni 5 anni, salvo violazioni soprattutto a danno dei minori. Sono state inoltre sollecitate le seguenti attività ed esigenze: campagne di formazione nelle scuole, utilizzando le competenze professionali delle associazioni e di comunità di prevenzione e recupero; trovare un finanziamento adeguato nel bilancio regionale soprattutto per recupero e nuovi spazi ricreativi; attenta definizione dei luoghi sensibili; formazione dei gestori; questionari di autovalutazione e uso di schede sanitarie da introdurre nelle macchinette; formazione dei medici di base; controlli in sale aperte 24 ore su 24 per monitorare e controllare le molte violazioni.

Soprattutto la testimonianza finale, davvero toccante, di Fabrizio Mastrogiacomi di Zero Slot Senigallia, padre di un ragazzo che ha perso la vita a causa dell’azzardo, ha convinto tutti sull’estrema urgenza di una legge regionale ad hoc.

I prossimi appuntamenti riguardano: un secondo laboratorio in itinere, in aprile, per accompagnare la redazione del testo unificato della legge; un apposito Slot Mob in contemporanea, il 7 maggio, in tutte le città coinvolte nelle Marche.

(*) Presidente nazionale del Movimento politico per l’unità

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