Venerdì della prima settimana

19 febbraio 2016

La Parola di oggi
Nel regno fondato da Gesù, le antiche leggi di Israele, come erano state interpretate da scribi e farisei, divengono insufficienti. Basate essenzialmente su una mentalità del “dono per ricevere” portavano ad escludere, in nome delle giustizia, tutti coloro che non appartenevano al gruppo degli eletti. Ma la giustizia divina condanna chi crea divisione e non si impegna generosamente per unire e perdonare.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26)
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!

Una storia per pensare
«Quanto pesa un fiocco di neve?» chiese il gufo saggio alla colomba. «Meno di niente», rispose la colomba. Il gufo allora raccontò alla colomba una storia: «Riposavo sul ramo di un pino quando cominciò a nevicare lentamente. Una di quelle nevicate lievi lievi, che ti danno tempo di contare i fiocchi uno a uno ed io mi misi a guardare con attenzione quelli che cadevano sul mio ramo. Ne caddero tanti, a migliaia, a milioni, ma io rimasi sereno al mio posto. Infine, piano piano, quando la nevicata sembrava ormai finita, lentamente sfarfallò giù l’ultimo fiocco, meno di niente, come hai detto tu, ma il ramo si ruppe…». Detto questo il gufo volò via. La colomba che dai tempi di Noè aveva sempre avuto la pace del mondo come desiderio profondo del cuore, rifletté un momento e poi disse con speranza: «Forse manca un solo atto di perdono perché su tutto il mondo piombi la pace».

Istruire gli ignoranti
Con “Istruire gli ignoranti” non si intende formare chi è senza cultura e senza erudizione. “Ignorante” nella vita dello Spirito, è chi non conosce proprio le cose che dovrebbe conoscere di più, e può essere anche un professore universitario o un famoso scrittore. Nella Bibbia si distingue tra chi sa tante cose e chi è davvero sapiente, chi ha cioè compreso il senso più profondo del proprio vivere e anche e soprattutto del proprio morire. L’uomo, e soprattutto l’uomo di oggi, vive nella condizione di chi sa tutto tranne le cose che veramente contano. Molti portano a termine le indagini più complicate, ma poi sono muti davanti alle domande fondamentali e più semplici.
È stato detto del nostro tempo che: l’uomo è stato in grado di andare a raccogliere i sassi sulla luna, ma non è capace di dirsi che cosa è venuto a fare sulla Terra! Ignorare quale sia il significato del nostro stesso vivere, ignorare quale sia il destino che alla fine ci aspetta, ignorare se il nostro vivere sia un prodotto del caso o sia condotto da un disegno d’amore di Dio; non sono domande secondarie o peggio inutili. L’uomo che non è aiutato a trovare queste risposte si ammala nell’intimo e inizia come un cieco a rincorrere una gioia che non è in grado di trovare.
È un grande atto di misericordia spirituale condividere con la testimonianza umile e serena della nostra fede quella luce di sapienza che senza nostro merito abbiamo ricevuto.

+ Nazzareno, vescovo

(testo tratto da: Nazzareno Marconi, Verso la Pasqua 2016)

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