Aborti e politiche familiari: le Associazioni ascoltate in Regione

Il Forum delle associazioni familiari Marche, Federvita e l'Associazione Scienza & Vita hanno avanzato le loro proposte presso la IV Commissione consiliare Sanità e Politiche sociali.

“Sostegno alla natalità”, “sinergia tra servizio pubblico e associazioni di volontariato” per la costituzione di consultori, creazione di “strutture a servizio e sostegno della maternità indesiderata” e rispetto del “diritto di obiezione di coscienza” che è “costituzionalmente garantito”. Queste sono solo alcune delle proposte del Forum delle associazioni familiari Marche, di Federvita e dell’Associazione Scienza & Vita, emerse nel corso dell’audizione aperta a diverse realtà associative che si è tenuta giovedì pomeriggio, 18 febbraio, presso la IV Commissione consiliare permanente Sanità e Politiche sociali.

La seduta era dedicata al problema delle interruzioni di gravidanza nell’ospedale di Jesi, che non sarebbero garantite a causa del fatto che tutto il personale medico è obiettore. La questione era stata sollevata alcuni giorni fa (leggi qui l’articolo) dallo stesso presidente della commissione, Fabrizio Volpini, preoccupato dell’applicazione della legge 194/78 che è “un preciso diritto” e “come tale va garantito e tutelato”. Nel corso dell’audizione Paolo Perticaroli presidente del Forum delle associazioni familiari Marche, che riunisce 24 associazioni che hanno aderito sia a livello nazione che locale, ha sottolineato che “stiamo assistendo ad alzate di scudi per la razionalizzazione dei punti nascita, che potrebbe veramente comportare delle problematiche per spostarsi”.

Perticaroli ha poi ricordato che “sono ferme proposte di legge regionali come quella a sostegno delle famiglie adottive, o quella di potenziare i consultori; inoltre abbiamo richiesto un momento di confronto con gli amministratori locali sulla fiscalità a misura di famiglia: credo che il nostro impegno dovrebbe dunque essere rivolto a sostegno della natalità con più serietà e meno ideologia”.

Il pesarese Paolo Marchionni, medico e consigliere nazionale di Scienza & Vita, ha rilevato che “il numero di medici non obiettori che svolgono l’attività di interruzioni di gravidanza è ampiamente in grado di garantire il fabbisogno marchigiano, se si considera che la media di aborti per ciascun ginecologo non obiettore si attesta su un’interruzione a settimana contro la media nazionale di 1,60 a settimana, quindi con carico addirittura inferiore alla medesima media nazionale”. Inoltre “le strutture marchigiane ove non si pratica l’interruzione di gravidanza sono 3 su 15 dove esistono reparti di ostetricia e ginecologia, ovvero l’interruzione di gravidanza si pratica nell’80% delle strutture, contro una media nazionale del 60%. Quindi l’accessibilità alle strutture è decisamente più agevole nelle Marche rispetto ad altre regioni, e non pare esservi un problema significativo”.

Davide Rizzo, presidente di FederVitaMarche, federata con il Movimento per la Vita italiano, che raccoglie e coordina sul territorio tutti i Centri aiuto alla Vita, Case d’accoglienza, Movimenti per la Vita, ovvero ben 22 associazioni di volontariato, si è detto convinto che “che non esiste nella regione Marche o in qualsiasi altra regione italiana, e i dati lo dimostrano, un problema di medici obiettori che impediscono l’esercizio di qualsivoglia diritto delle donne; laddove vi fosse un problema legato a ritardi tocca alle amministrazioni risolverlo. La soluzione, il più delle volte potrebbe essere semplice sottoscrivendo apposite sovvenzioni, bandendo nuove assunzioni oppure sensibilizzando a dovere le nostre giovani generazioni, sul valore intangibile della vita umana e sull’importanza di avere una corretta educazione all’affettività”.

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