La Parola di oggi
Gesù fa saltare tutte le limitazioni che una interpretazione troppo umana aveva imposto alla rivelazione del Sinai. A persone che si sono chiuse in se stesse nella buona coscienza di essere popolo eletto, ricorda che l’amore di Dio è universale: «Egli fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni».

Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Una storia per pensare
Per la festa parrocchiale il comitato aveva raccolto tante cose buone per apprestare un banchetto per tutto il paese, ma mancava il vino. Il parroco ebbe allora un’idea e disse alla Messa della domenica che precedeva la festa: «Metteremo al centro della piazza dove si terrà il banchetto una botte. Ciascuno porti il vino che può e lo versi nella botte. Tutti poi, durante la festa, vi potranno attingere e ci sarà da bere per tutti». Un uomo che si credeva furbo, prima di partire per il paese riempì la sua borraccia d’acqua pensando: «Un po’ d’acqua nella botte passerà inosservata, nessuno se ne accorgerà!». Arrivato alla festa, versò il contenuto della sua borraccia nella botte comune e poi si sedette a tavola. Quando i primi andarono ad attingere, dallo spinotto uscì solo acqua. Tutti avevano pensato allo stesso modo.
Se siamo scontenti del nostro mondo, è perché troppi portano solo acqua. È vero, non tutto il bene che c’è da fare a questo mondo devi farlo tu. Ma il bene che devi fare tu, non puoi pensare che lo facciano gli altri. Riempi la tua borraccia di bene e versala nella botte di questo mondo… il resto viene da sé!

Istruire gli ignoranti
Un proverbio ben conosciuto dice: «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire» e questa è purtroppo la condizione dell’uomo contemporaneo nei confronti di una visione della sua esistenza e del suo destino illuminata dalla fede. Istruire gli ignoranti sulle vie di Dio oggi si scontra con la superbia dell’uomo moderno, che confonde il suo grande progresso tecnico con un progresso in sapienza. Saper fare le cose non basta se non sappiamo trarne il bene e un bene reale per tutti. Il mondo che rispetto all’800 ha imparato a costruire la pila atomica, ma per poi farne una bomba che rischia di cancellare la vita sulla terra, è un mondo tecnicamente più evoluto, ma forse più ignorante. Papa Francesco con la sua Enciclica “Laudato Si’” ci ha messo in guardia proprio da questa pericolosa ignoranza nei confronti del creato di cui siamo costituiti custodi e non padroni. In questa stessa bellissima lettera ci indica però la via perché la verità sia ascoltata, infatti una verità gridata e imposta, ma non testimoniata nella concretezza del quotidiano, diventa inascoltabile per l’uomo di oggi, che non vuole prediche ma fatti. E la prima testimonianza che dobbiamo dare è quella di sentirci noi per primi non possessori, ma avidi ricercatori della verità, secondo la bellissima frase pronunciata da San Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna, e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Gv 6, 67-69).

+ Nazzareno, vescovo

(Testo tratto da: Nazzareno Marconi, Verso la Pasqua 2016)

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