A Roma una via crucis per le “donne crocifisse”

La comunità Papa Giovanni XXIII invita a scendere in strada a fianco delle vittime della prostituzione

«Per oltre un anno non ho mai visto la luce del sole, e dopo sono stata rivenduta e sono finita sulla strada. Ogni giorno ho subito percosse, torture e minacce. Se non portavo i soldi che mi chiedevano c’erano altre violenze. Ma di noi perché nessuno si interessa?». Questa è una delle migliaia di donne chiamate “prostitute” ma che sono vittime della tratta e della schiavitù di cui nessuno vuol parlare.

«In questo periodo in cui la Chiesa vive la Quaresima, nell’Anno straordinario della misericordia voluto da papa Francesco, vogliamo scendere in strada con le donne e le ragazzine che ogni giorno subiscono la violenza di sfruttatori e clienti – dichiara Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII – per elevare con loro un grido rivolto a Dio ma anche alle coscienze di tutti e in particolare di chi ha incarichi istituzionali, perché questo mercato di esseri umani venga fermato».

In Italia si stima che siano tra 75mil e 120mila le vittime della prostituzione. Il 65% è in strada, il 37% è minorenne, tra i 13 e i 17 anni.
Provengono da Nigeria (36%), Romania (22%), Albania (10,5%), Bulgaria (9%), Moldavia (7%), le restanti da Ucraina, Cina e altri paesi dell’Est.
9 milioni sono i clienti, con un giro d’affari di 90 milioni di euro al mese.

La Comunità Papa Giovanni XXIII è impegnata a fianco delle vittime della prostituzione da 25 anni, ed ha liberato più di 7mila donne da questa moderna forma di schiavitù. Attualmente sono accolte nelle strutture della Comunità Papa Giovanni XXIII circa 200 ragazze, mentre sono 21 le Unità di strada che escono ogni settimana in tutta Italia per incontrare queste donne e offrire loro una via d’uscita.

Partirà dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia, alle 19.30 di venerdì 26 febbraio, la “Via Crucis di solidarietà e preghiera per le giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenza” organizzata a Roma dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con la Pastorale Vocazionale della Diocesi di Roma. Sette le “stazioni” previste, da Borgo Santo Spirito alla Chiesa Nuova, passando per Ponte Sant’Angelo, con altrettanti momenti di preghiera, meditazioni e testimonianze delle vittime salvate dalla tratta.

La locandina dell'evento
La locandina dell’evento

«Sarà una via crucis vivente, molto coinvolgente – spiega don Aldo Buonaiuto, coordinatore dell’iniziativa – È prevista la partecipazione di attori e musicisti, sentiremo inoltre la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di vera schiavitù, che anche oggi esiste, nelle nostre città, anche se sembriamo non rendercene conto».

Molte le adesioni finora arrivate, tra cui Diocesi di Roma, Unitalsi, Azione Cattolica Italiana, Rinnovamento nello Spirito Santo, Comunità Gesù Ama, Nuovi Orizzonti, Forum delle famiglie, Oratorium, Cisl. Tra i testimonial che interverranno figurano il cardinal Agostino Vallini, vicario generale del Papa; Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII; don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio Vocazioni “10 comandamenti”; Matteo Truffelli, presidente di Azione Cattolica; Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito; Giulietta Astiaso, del Cammino Neocatecumenale; suor Eugenia Bonetti, responsabile dell’Ufficio nazionale tratta dell’USMI; padre Maurizio Botta, de “I 5 passi”.

Altre informazioni sono reperibili al sito della Comunità Papa Giovanni XXIII antitratta.apg23.org e al sito dell’evento donnecrocifisse.org

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