Terzo quaresimale del Vescovo: il proposito di non peccare più

Continuano i quaresimali di monsignor Nazzareno Marconi. Questa settimana a ospitare la lectio del Vescovo è stata la comunità di Recanati dove un’attenta platea ha riempito la concattedrale di San Flaviano. La riflessione (il video dell’incontro è accessibile qui), in continuità con i primi due quaresimali già svolti, ha proseguito il percorso di meditazione sui momenti del Sacramento della riconciliazione, soffermandosi questa volta sul proposito di non peccare più.


III QUaresimale1Riferendosi al brano del Vangelo di Luca (Lc 14, 25-33) letto in assemblea da un diacono, il Vescovo ha fatto notare come «se vogliamo seguire Gesù, è necessaria una passione che viene dal cuore, ma anche una saggezza che viene dalla mente. La vita di fede non è solo emozione o solo calcolo. La buona notizia però è che, se il Signore ci chiede di fare qualcosa, lo fa perché ne siamo capaci, e siamo capaci di non peccare più attraverso l’amore a Cristo e la sapienza. In questo modo il proposito diventa un atto di fede».

Citando una catechesi di papa Francesco a Santa Marta, monsignor Marconi invita alla distinzione tra “peccatori” e “corrotti”, invitando non cedere alla tentazione di ritenere inutile la confessione: «il peccatore è uno che sbaglia mentre il corrotto è colui che si abitua e si arrende al peccato, credendo che la forza della tentazione al male sia più forte della forza di Dio». Inoltre invitando alla “prudenza” ha affermato: «non si può vincere la guerra al peccato andando avanti spensierati come fosse una passeggiata tranquilla, per questo la saggezza della Chiesa consiglia di “evitare le occasioni prossime di peccato”: solo così il proposito di non peccare più si trasforma in un impegno serio».

Quindi il Vescovo ha proseguito la riflessione dando spunti concreti per una buona confessione: «Vale la pena cercare un confessore saggio. La saggezza viene da due cose: dallo studio e dall’età, allora il confessore saggio può essere un giovane che studia Dio con impegno ed umiltà oppure un anziano sereno che ha approfondito la conoscenza di Dio e dell’uomo con anni di esperienza. Quando vedete uscire da confessionale uno con la faccia che emana umiltà e serenità, è sintomo che il confessore è bravo. Un confessore fisso può consigliarci con saggezza come evitare le occasioni prossime di peccato perché ci conosce, ma è anche importante qualche volta confessarsi da un prete che non si conosce perché bisogna imparare a credere che è Dio che perdona attraverso qualsiasi prete».

Una confessione da vivere pienamente anche grazie alla preghiera: «Io consiglio sempre – ha detto – ai sacerdoti di prepararsi alla confessione recitando l’atto di dolore, perché devono ricordarsi che loro stessi sono peccatori. E consiglio a voi di chiedete al Signore di illuminare il vostro confessore, e di dare a lui la forza del Suo Spirito perché possa guidarvi al bene. Con queste preghiere fatte da entrambe le parti i risultati non possono non vedersi e la confessione, se fatta bene, cambia la vita».

Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 29 febbraio, alle ore 21 questa volta nella concattredale di Cingoli, Santa Maria Assunta. Come per le altre volte è possibile seguire la lectio in streaming dal sito della diocesi (www.diocesimacerata.it), in televisione sulle frequenze di èTv Macerata (canale 605) e su RadioNuova in Blu (FM 90.0 e 96.9).

Terza-lectio-di-quaresima

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