È una voce unanime quella che si alza dal Movimento per la Vita Italiano, attraverso il presidente Gian Luigi GigliForum delle Famiglie, tramite Gian Luigi De Palo, associazione Scienza&Vita, con il presidente Paola Ricci Sindoni, e Forum Sanità, per conto del presidente Aldo Bove, in merito al maxiemendamento al ddl Cirinnà sulle unioni civili votato favorevolmente al Senato (leggi Qui il servizio).

«Il testo del maxiemendamento sulle unioni civili omosessuali su cui il governo ha posto la fiducia – si legge in un comunicato congiunto – appare del tutto insoddisfacente. Rispetto al testo originario del ddl Cirinnà, l’unica modifica di rilievo riguarda l’adozione del figlio del partner, che resta tuttavia affidata alla discrezionalità dei giudici, con l’aggravante di riproporla e forse allargarne le maglie in un nuovo provvedimento specifico sull’adozione».

La senatrice Monica Cirinnà durante la discussione sulle unioni civili (Foto Ansa)
La senatrice Monica Cirinnà durante la discussione sulle unioni civili
(Foto Ansa)

Mentre il depennamento dell’obbligo di fedeltà appare infatti «risibile», l’esplicito richiamo agli articoli 2 e 3 della Costituzione – dopo che quello all’art. 29 era già caduto – secondo le realtà associative in questione «rischia di costituzionalizzare l’istituto dell’unione civile». Per il resto, affermano nella nota «permane la totale equiparazione giuridica e financo terminologica tra matrimonio e unioni omosessuali, con il puntiglioso richiamo a tutte le norme del codice civile che riguardano la famiglia e alla vita “familiare” della coppia omosessuale». Le sovrapposizioni riguardano il rito con i testimoni, la lettura degli stessi articoli del codice civile, il cognome unico, il comune indirizzo familiare, la presunzione di comunione dei beni, la quota di legittima nell’eredità, la pensione di reversibilità negata peraltro alle stabili convivenze eterosessuali con figli, le cause di impedimento.

Rispetto al testo originario, l’unica modifica di rilievo riguarda l’adozione del figlio del partner, che resta tuttavia affidata alla discrezionalità dei giudici

Il timore è dunque che «la confusione tra famiglia costituzionale e nuovo istituto delle unioni civili si esporrà inevitabilmente a futuri interventi delle corti di giustizia nazionali e internazionali, sulla base di un principio di non discriminazione». Inoltre, sarà necessario anche vigilare sui decreti attuativi oggetto della delega al governo, «con particolare riferimento all’armonizzazione con le direttive europee».

Quindi l’auspicio, rivolto a tutti i senatori, «non solo cattolici», che si possa «riflettere su queste considerazioni nel momento in cui dovranno esprimere il loro voto, rivendicando il primato della coscienza che la costituzione garantisce per l’esercizio del mandato parlamentare; una coscienza doverosamente “ben formata”’, che non può essere fondata sul ciò che mi pare o mi conviene». Assieme alla nuova sfida delle unioni civili, infine, l’augurio è che la politica torni ad occuparsi, con urgenza e prioritaria attenzione, anche delle «condizioni di vita delle famiglie che, tra difficoltà sempre maggiori, contribuiscono a garantire all’Italia la generazione e l’educazione dei nuovi cittadini e a mantenere la solidarietà tra le generazioni».

 

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