Servizi da 0 a 6 anni: l’esperienza della città raccontata a Milano

L'assessore alla Cultura e alla Scuola Stefania Monteverde è intervenuta al XX Convegno nazionale sui servizi d'infanzia.

Uno scatto dell'incontro milanese con, in piedi, l'assessore Monteverde

«Abbiamo raccontato l’esperienza dei nidi comunali della città e la storia del tavolo di coordinamento che, dal 2014, a Macerata sperimenta un percorso unitario da zero a sei anni», ha affermato Stefania Monteverde, assessore comunale alla Cultura e alla Scuola, di ritorno dal XX Convegno nazionale sui servizi d’infanzia.

Il tema dell’appuntamento è stato “Curricolo è responsabilità. Visioni di culture dell’infanzia 0/6 e oltre” e si è svolto a Milano dal 26 al 28 febbraio grazie al Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia. «Il convegno di Milano è stata un’occasione di riflessione politica e culturale in un momento importante per la storia dei servizi educativi in Italia, – ha aggiunto l’Assessore -, infatti, dopo che la Legge 107 del 2015, la “Buona scuola”, ha introdotto finalmente i livelli essenziali e l’unitarietà del percorso curriculare 0/6 anni, ci si chiede tutti come fare perché si realizzi realmente un percorso di qualità e di crescita per i bambini, visto che sono ancora in preparazione i decreti attuativi della Legge.

A Milano abbiamo parlato di Macerata – ha aggiunto la Monteverde, la quale collabora sulle tematiche dell’infanzia anche con la Commissione nazionale Istruzione, Politiche educative ed Edilizia scolastica dell’Anci -, orgogliose del lavoro di tante educatrici e maestre. Continuiamo il nostro impegno anche sui tavoli nazionali perché in gioco ci sono i diritti dei bambini, quelli che nascono qui, quelli che arrivano, e anche quelli che non riescono ad arrivare».

Al convegno hanno partecipato anche il dirigente comunale del settore, Gianluca Puliti, la coordinatrice pedagogica del Comune di Macerata, Marzia Fratini, e alcune educatrici dei nidi. «Il Comune di Macerata ha scelto la qualità dei servizi educativi, investendo sul coordinamento pedagogico e sulla formazione delle operatrici – ha sostenuto proprio la Fratini nel suo intervento -, non è così scontato che le Amministrazioni lo facciano. La nostra città, invece, sa mettere al centro la qualità del servizio pubblico per i diritti dei bambini».

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