IV quaresimale di Monsignor Marconi: l’accusa dei peccati

Si è tenuto Lunedì 29 febbraio, nella concattedrale di Santa Maria Assunta a Cingoli il quarto quaresimale di monsignor Nazzareno Marconi. Proseguendo le riflessioni sul sacramento della Misericordia, la lectio questa volta ha riguardato l’accusa dei peccati.

Come nei precedenti incontri, la riflessione è stata introdotta dalla Parola di Dio, il brano proclamato dal diacono era la nota parabola del figliol prodigo.
Subito il Vescovo ha voluto ricordare la giusta dimensione da attribuire al momento dell’accusa all’interno del Sacramento della riconciliazione; troppo spesso, infatti, questa fase viene vissuta come se fosse l’intera confessione, forse, ha rilevato monsignor Marconi, perché è quella che più si fa fatica a compiere, o perché pensiamo che Dio ragioni come noi che «quando riceviamo un torto, pretendiamo non solo ci venga chiesto scusa, ma ci si dica perché si chiede scusa e si descriva per bene tutto il torto ricevuto».

«Ma – ha assicurato – se ascoltiamo la parabola, al padre interessa più il futuro del figlio, piuttosto che gli errori fatti, lui presta attenzione all’atteggiamento del figlio peccatore che sa di non meritarselo ma crede che quello è suo padre ed è proprio per questa fede che viene perdonato. Veniamo perdonati non tanto per il nostro pentimento ma perché ci fidiamo dell’amore di Dio, e il peccato non cancella mai il nostro essere suoi figli».

Poi il vescovo Nazzareno è sceso al concreto, come è solito fare, offrendo dei consigli per svolgere una buona accusa dei peccati. Ha così proposto all’assemblea l’elenco, chiaro e ben ponderato stilato da Sant’Alfondo Maria de’ Liguori per il quale una buona accusa dei peccati si ha quando è umile, intera, sincera, prudente e breve.

Il vescovo ha riservato la conclusione a una riflessione sulla figura del confessore; sta a lui riuscire a mettere a proprio agio e aiutare chi desidera accusare i propri peccati, diventando un collaboratore di Dio e non un giudice. «E se un confessore ti mette in difficoltà, prima di tutto bisogna, delicatamente e in modo rispettoso, dirglielo. Nella maggior parte dei casi sentirete il confessore chiedere scusa, perché non solo i preti insegnano alla gente, ma anche la gente insegna ai preti. E se la reazione del confessore a una correzione del penitente, fatta in modo delicato e rispettoso, non è altrettanto rispettosa, forse è bene che tra cristiani ci si aiuti e si trovi la forza di dire al proprio vescovo che quel sacerdote ha bisogno di aiuto».

L’integrale della meditazione può essere ascoltata stasera alle ore 21 su Radio Nuova Macerata inBlu (FM 90.0 e 96.9)

Il prossimo incontro, che si svolgerà lunedì 7 marzo nella chiesa di San Catervo a Tolentino alle ore 21, tratterà dell’assoluzione e sarà come nel caso degli altri eventi trasmesso in diretta streaming sul sito diocesano (qui i consigli per vederlo in alta qualità), e sul sui canali 89 e 605 di èTv Macerata. Su Radio Nuova in differita il mercoledì successivo alle ore 21.

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Leggi gli articoli dedicati ai quaresimali: (l’esame di coscienzail dolore dei peccati e il proposito di non peccare più)

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