Padre Nostro, tu che stai in cielo

Le parafrasi non liturgiche della Preghiera del signore

Leggo la seguente richiesta di chiarimento e approfondimento.

«Diatriba parrocchiale: “Padre nostro, tu che stai” è accettato oppure no in quanto non rispecchia correttamente il solo testo del Padre Nostro?
Vorrei anche avere informazioni, qualora fosse accettato, sulla correttezza del testo, visto che su internet si trovano due versioni: “Padre nostro tu che stai in chi ama verità ed il pane che Lui ci donò…” oppure “Padre nostro tu che stai in chi ama in verità e perdona tutto il nostro mal…”.»

Se alla prima lettura del quesito sono rimasto perplesso, alla seconda ho sorriso.
Ormai da tempo nelle cosiddette “Messe giovanili” si ascolta il Padre Nostro nella parafrasi creativa, per non definirla assurda, del Padre Nostro nella versione con la musica di “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel. Il testo che è stato appiccicato alla canzone pop è il seguente:

Padre Nostro tu che stai,
in chi ama la verità,
ed il regno che lui ci lasciò,
venga presto anche nel nostro cuor,
e l’amore che tuo figlio ci donò o Signor
rimanga sempre in noi.

E nel pan dell’umiltà.
dacci la fraternità
e dimentica il nostro mal,
che anche noi sappiamo perdonar.
Non permettere che cadiamo in tentazion, o Signor,
abbi pietà del mondo.

(recita del Padre Nostro)

E nel pan dell’umiltà…

Tanto per capirci è la recita del Padre Nostro con intorno un testo smielato in cui il troncamento grammaticale fa da padrone (cuor…signor…mal…perdonar….tentanzion…pan…).

Nella Preghiera del Signore si chiede il pane quotidiano, nel quale i cristiani scorgono un particolare riferimento al pane eucaristico, e si implora la purificazione dai peccati, così che realmente i santi doni vengano dati ai santi. Il sacerdote rivolge l’invito alla preghiera, che tutti i fedeli dicono insieme con lui; ma soltanto il sacerdote vi aggiunge l’embolismo, che il popolo conclude con la dossologia. L’embolismo, sviluppando l’ultima domanda della preghiera del Signore, chiede per tutta la comunità dei fedeli la liberazione dal potere del male.
L’invito, la preghiera del Signore, l’embolismo e la dossologia, con la quale il popolo conclude l’embolismo, si cantano o si dicono ad alta voce. (Ordinamento Generale del Messale Romano n.81)

L’uso di questa forma cantata del Padre Nostro non è corretta, perché la liturgia non ha necessità di commentare ulteriormente (ma il testo riportato sopra, si può definire un commento?) ciò che è già chiaro. Nel Messale Romano si legge testualmente:

Deposto il calice e la patena, il sacerdote, a mani  giunte, dice:

Obbedienti alla parola del Salvatore
e formati al suo divino insegnamento,  
osiamo dire:

* Oppure:

Il Signore ci ha donato il suo Spirito.  
Con la fiducia e la libertà dei figli  
diciamo insieme:

* Oppure:

Prima di partecipare al banchetto dell’Eucaristia,  
segno di riconciliazione  
e vincolo di unione fraterna,  
preghiamo insieme come il Signore ci ha insegnato:

* Oppure:

Guidati dallo Spirito di Gesù  
e illuminati dalla sapienza del Vangelo,  
osiamo dire:
Con le braccia allargate, dice insieme al popolo:

Padre nostro, che sei nei cieli,   
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,   
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,   
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Il Messale Romano contiene già tre proposte ufficiali per il canto del Padre nostro: due in lingua italiana (una metrica e una con ritmo libero, parafrasi della melodia gregoriana) e una in latino su melodia gregoriana.

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Sono nato nel 1970. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica "G.Rossini" di Pesaro e alla laurea in ingegneria, ho conseguito i diplomi al Co.Per.Li.M. e al corso biennale "Giovanni Maria Rossi" per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana. Collaboro con la Sezione Musica per la Liturgia dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Sono docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e del COPERLIM. Sono vicedirettore dell'Ufficio Liturgico della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Dal 1993 sono maestro direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata.