Giovanni Soldini, l’educatore che “correva con gli ultimi”

A una settimana dalla morte improvvisa del dirigente scolastico e amministratore, la messa di suffragio si terrà domani 8 marzo, alle ore 19, a Santa Maria in Selva

In un mondo che va veloce, dove tutto si consuma in un attimo, di certo Giovanni Soldini (morto prematuramente lo scorso 1° marzo) aveva fatto, come insegnante, come preside, come amministratore e, infine, come ispettore la scelta di impegnarsi, in particolare, per quei ragazzi che camminano con un passo più lento, per quei ragazzi che fanno fatica, per gli esclusi dai ritmi o quelli divorati dai ritmi. Aveva fatto una scelta, per dirla con un vecchio slogan dell’Acr, di “correre con gli ultimi”: quella preferenziale per l’handicap, per i Bes (bisogni educativi speciali) e per il disagio.

Per questo credo la sintonia con lui sia stata da subito la caratteristica del rapporto di collaborazione che mi affidò quando lo ebbi come Dirigente scolastico dell’Ipsia “F.Corridoni”. E, da Preside di un Istituto complesso, perché disseminato tra tre Comuni con le sedi Coordinate di Macerata e di Civitanova Marche, fin da subito aveva cercato, con scelte anche non condivise da tutti, di creare più sinergia per poter lavorare con maggiore efficacia. Aveva indicato la strada della formazione degli insegnanti come via maestra per ridare impulso alla didattica e subito chiese il mio contributo per un corso di aggiornamento dell’Istituto su “La didattica inclusiva”: l’inclusione per non lasciare indietro nessuno.

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L’inaugurazione dell’aula Domotica nella Sede di Macerata dell’Ipsia “F.Corridoni”

Poco prima di essere nominato Dirigente Tecnico aveva avuto anche il piacere di inaugurare nella Sede di Macerata l’aula Domotica ideata e realizzata dall’ex Direttore della scuola, il prof. Macellari. Avrebbe voluto vederci, a noi della Sede di Macerata in una sede adeguata e in quell’occasione sottolineò anche la caratteristica e l’importanza dell’Ipsia che da sempre lega la scuola alle realtà produttive del territorio, formando e fornendo tecnici e personale specializzato.

Ma sono le sue stesse parole che possono ben chiarire lo spessore umano di Giovanni, sono le parole che scrisse dopo la festa che era stata organizzata per salutarlo, qui sono riportati i passaggi più significativi:

«Non credo di essere stato particolarmente bravo passati i primi momenti in cui sicuramente sarò sembrato un po’ ingessato, poi ho solo cercato di essere me stesso con le mie dee, la mia professionalità e… il mio cuore… Quanto al bilancio, beh, il periodo è stato troppo breve per poter pensare a chi sa quali traguardi raggiunti. È stato seminato, su terra buona (solo in piccola parte su terrena arida o rocciosa) e credo che i frutti ci saranno è importante che ciascuno di voi, ciascuno di noi continui a ritenere l’Ipsia come casa propria che ha un grande valore, che può dare grandi soddisfazioni professionali e umane a tutti docenti, personale Ata, famiglie, alunni.

Già gli alunni, che straordinaria ricchezza si nasconde dentro ciascuno di loro, anche quando manifestano il loro disagio con atteggiamenti non sempre adeguati. Ricordiamoci che siamo prima di tutto educatori e quindi docenti. Continuate, continuiamo a lavorare insieme, con semplicità , con umiltà, ma anche con grande determinazione e professionalità: non avremo forse grandi riconoscimenti a livello economico (purtroppo!), ma… sicuramente avremo una grande soddisfazione morale che nessuno potrà toglierci…».

Questo potrebbe sembrare un testamento ma non è olografo, è diventato però ora un testamento morale per tutti coloro che vivono e operano nella scuola.

La messa di suffragio per l’ottavario si svolgerà domani, martedì 8 marzo, alle ore 19, a Treia, presso la chiesa della località di Santa Maria in Selva.

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