Le forze armate e di polizia del maceratese hanno celebrato con il Vescovo, secondo la tradizione, il precetto pasquale, che quest’anno ha avuto anche la caratterizzazione di celebrazione giubilare. Durante l’omelia il vescovo, commentando il brano della liturgia del giorno, che narra la vicenda del vitello d’oro, si è soffermato sulla frase di Dio che voleva fare di Israele “una grande nazione”.

“Una grande nazione”, ha detto il Vescovo, “deve essere libera”. Per questo Dio libera Israele dalla schiavitù egiziana. Ma tutta la nazione deve essere libera. L’impegno delle forze armate è di difendere la libertà per tutti, che richiede una difesa dell’uguaglianza del popolo rispetto a tutte le lobbie, che cercano di privilegiare la libertà e gli interessi di alcuni, a discapito degli altri. Una grande nazione deve poi mantenersi libera. Non come il popolo del deserto che cade nella schiavitù della adorazione del vitello d’oro. Questo rappresenta la dipendenza dagli istinti animali, di cui il torello era il simbolo nelle culture orientali antiche. Una società che non aiuta gli uomini a dominare gli istinti animali che possono disumanizzarli, in vista del ben comune, non è una grande nazione.

Inoltre il vitello è d’oro, e ciò simboleggia la schiavitù del denaro, per la quale anche l’umano diventa una merce. Una nazione dove gli uomini e le donne si comperano e si vendono non è una grande nazione e le forze armate e di polizia devono aiutare lo stato anche nel compito educativo di formare le nuove generazioni alla dignità umana ed al rispetto di ogni persona, che non può mai essere trattata come una merce da acquistare e vendere. Dopo la Santa Messa tutti presenti, comprese le autorità civili, hanno vissuto il rito giubilare del passaggio per la Porta Santa.

Il Vescovo ha ricordato, distribuendo loro gli ultimi santini della preghiera del giubileo rimasti, che in varie ristampe ne erano stati stampati 15.000 da distribuire nelle celebrazioni giubilari, ciò significa dal 13 dicembre scorso sono già passati per la Porta Santa Giubilare Diocesana almeno 15.000 persone.

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