Enrico Compagnoni, testimone per lo sport e per la comunità

Il ricordo del professor Fabio Macedoni dopo la notizia della morte dell'illustre personalità passotreiese

La prima formazione della Cept del 1975 con Enrico Compagnoni (in piedi, il primo da sinistra)

Riceviamo e pubblichiamo dal professor Fabio Macedoni un ricordo del passotreiese Enrico Compagnoni, morto ieri, sabato 12 marzo, all’età di 80 anni. Compagnoni è stata una delle più attive personalità della comunità treiese, sia a Passo di Treia, dove abitava, sia in tutto il territorio comunale. Amministratore e amante dello sport, è stato anche presidente del comitato promotore del Carnevale e tra i responsabili nella parrocchia per le Confraternite. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio, lunedì 14 marzo, alle 15.30, presso la chiesa della Natività di Passo di Treia

Mi sono sembrati un po’ riduttivi o almeno incompleti i piccoli “coccodrilli” apparsi su diverse testate per commemorare Enrico Compagnoni. Di Enrico vorrei ricordare un aspetto, importantissimo, che ha visto la luce e si è sviluppato nel Comune di Treia, a partire dal 1975. Parlo della società sportiva Cept (Compagnoni Enrico Passo Treia) e della pallavolo treiese.

Il suo entusiasmo iniziale era pari alla sua pressoché totale ignoranza sul conto di questa disciplina: lui aveva esperienza di calcio, più indiretta (il fratello Giovanni, al quale è dedicato il Campo sportivo di Passo di Treia, ndr.) che diretta. Il tuffo nel volley fu un battesimo e finalmente anche la squadra di Treia (prima “Don Bosco” e poi “Circolo Cittadino”) ebbe un’uniforme di gioco vera e propria, con tanto di borsoni e tute.

Oggi si potrebbe sorridere, ma quella fu la cosa più soddisfacente, per iniziare, di quella squadra; formazione quasi tutta passotreiese. La società si sviluppò, aprì al femminile, fu la prima in provincia a praticare il minivolley e anche a organizzare tornei di minivolley prima e di beach volley poi, in piazza.

Sono certo che, oggi, saranno in tanti a ricordare Enrico Compagnoni e le sue cene sociali a base rigorosa di polli arrosto, le trasferte della squadra fatte anche con i furgoni del mattatoio, le tante partite giocate, l’attività poderosa organizzata per tutte le fasce di età.

Ma soprattutto sono stati tantissimi le ragazze e i ragazzi che, grazie a questa società e a questo presidente illuminato, oltre a praticare una bellissima disciplina sportiva oltrepassarono la famigerata barriera delle frazioni: la Cept rappresentò, per tutta la sua durata, l’unica società di pallavolo del Comune.

Aneddoti, episodi, risultati, pratica sportiva soprattutto, fino ad arrivare in C2: nel 1990, poi, questa società diede vita, opera e testa al progetto Volley Lube che, più recentemente, tutti hanno avuto modo di apprezzare. Anche la vita da amministratore pubblico non fu secondaria, avendo ricoperto Enrico anche il ruolo di vice sindaco.

Quello che, però, resta, come eredità spirituale di Enrico, è la sua costante giovialità, il suo sorriso, il suo ottimismo, la sua voglia di vivere e fare bene: valori che riuscì ad istillare anche nei giovani praticanti lo sport. Era anche un prodotto autentico della frazione: cortese, educato, incapace, dentro l’azienda, di parlare a bassa voce, disponibile, ma sempre schietto e genuino: affatto politico.

Oggi si può solo dire grazie a questa persona che è partita per il viaggio che accomuna tutti: un grazie più sentito da tutti noi che abbiamo condiviso l’esperienza pallavolistica.

Fabio Macedoni

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