Tutto rimandato per la fusione con Camporotondo

Il Consiglio comunale di Tolentino prende tempo per verificare se i problemi di legittimità dell'atto siano superabili

Tutto rimandato tra 10 giorni per la fusione tra i comuni di Tolentino e Camporotondo sul Fiastrone per chiarire i punti di incertezza, a partire dalle disposizioni dello statuto comunale e da alcuni termini dell’accordo tra i due Comuni, che potrebbero essere impossibili da applicare perché in contrasto con la legge nazionale.

Questo è accaduto nel Consiglio comunale straordinario di Tolentino, in cui si doveva votare la modifica del regolamento comunale in tema di referendum e, a stretto giro, indire la consultazione per lasciare ai tolentinati l’ultima parola sulla fusione. Poche ore prima il comune di Camporotondo aveva approvato gli stessi punti, con tanto di applauso finale di alcuni cittadini presenti.

Invece nel consiglio comunale tolentinate il consigliere 5Stelle, Gian Mario Mercorelli, ha trovato il “vulnus” ed ha messo la Giunta di fronte a un problema rivelatosi insormontabile, imponendo lo slittamento (votato all’unanimità) del primo punto in ordine del giorno per non mettere a rischio tutto il processo di fusione: la modifica del regolamento è irregolare se prima non si modifica anche lo Statuto comunale.

La modifica avrebbe riguardato da un lato una diversa maggioranza necessaria in Consiglio per indire il referendum (due terzi dei consiglieri con le regole attuali, per cui alla maggioranza servirebbe un voto dell’opposizione), dall’altro eliminare la previsione del quorum nella consultazione vera e propria, in accordo anche con le ultime disposizioni della Regione.

Inoltre le leggi non tornano nemmeno sugli accordi sottoscritti dai due Comuni. La legge infatti non prevedrebbe né l’uscita dal patto di stabilità (previsto per le fusioni che creano nuovi enti e non per le incorporazioni in comuni più grandi, come nel caso di Tolentino e Camporotondo), né l’istituzione di un municipio con poteri vincolanti, né un rappresentante di Camporotondo in Consiglio comunale (o nelle società partecipate), né tantomeno la certezza che i fondi annunciati vengano destinati (nella misura indicata dall’accordo) a Camporotondo.

Infine secondo i consiglieri del PD «le fusioni sono la forza dei piccoli Comuni che insistono su aree omogenee ed hanno bisogni e problemi simili… Il nostro auspicio è quello di arrivare ad un processo naturale di fusione tra i 5 Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo, Cessapalombo e Serrapetrona».

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments