Dall’Assemblea provinciale dell’Avis il richiamo al “dovere” della chiamata

Il presidente Silvano Gironacci ha sottolineato l'impegno verso i valori della solidarietà e la necessità di migliorare sempre il modello organizzativo

L’Aula Sinodale della Domus San Giuliano di Macerata ha ospitato, lo scorso sabato 12 marzo, l’annuale Assemblea provinciale dell’Avis. Luci e ombre nella relazione del presidente Silvano Gironacci, che in prima battuta ha rilevato come, a fronte di un positivo aumento del numero dei donatori, ci sia stato un calo nelle donazioni, in particolare di plasma, contrariamente agli auspici e agli obiettivi della programmazione iniziale.

Silvano Gironacci
Silvano Gironacci

«Se il 2014 è stato l’anno dell’accreditamento, al termine del quale la provincia di Macerata può contare su diciotto Unità di raccolta, oltre ai due Centri Trasfusionali pubblici, con un notevole innalzamento della qualità nell’attività di raccolta, il 2015 – ha proseguito Gironacci – ha visto l’introduzione definitiva dell’agenda elettronica per le prenotazioni delle donazioni, novità accolta con favore dai donatori».

La presenza capillare dell’Associazione nel territorio provinciale, con 37 Comunali, dimostra quanto siano vivi negli abitanti del territorio i valori della solidarietà e del dono; ma perché quest’ultimo sia efficace è necessario affiancare alla volontarietà l’impegno, da parte di chi opera nelle sedi locali, a svolgere nel migliore dei modi il fondamentale compito delle chiamata alla donazione.

Un momento dell'Assemblea provinciale
Un momento dell’Assemblea provinciale presso l’Aula Sinodale

«Il Sistema Trasfusionale italiano è organizzato sulla base della programmazione sia dei fabbisogni di emocomponenti ed emoderivati sia della loro raccolta – ha spiegato il Presidente provinciale -, e lo spontaneismo, pur apprezzabile, non aiuta a determinare un’efficiente attività trasfusionale e ad evitare sprechi. Per questo – ha continuato Gironacci – le Avis comunali non possono rinunciare al dovere della chiamata, ed è intenzione del Provinciale studiare, insieme alle diverse realtà e alla propria équipe sanitaria, l’attuale modello organizzativo e verificare se e come è possibile migliorarlo».

A seguire, ha preso la parola il dottor Mauro Piani, direttore del Dipartimento regionale di Medicina Trasfusionale, che, con parole nette e senza fronzoli né sconti, ha rivendicato come le Marche non solo abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati in termini di raccolta di sangue e plasmaferesi, ma abbiano anche aiutato altre regioni, in particolare il Lazio, e sono al secondo posto, dopo il Friuli Venezia Giulia, per produzione di plasmaferesi: «Tutto questo – ha tuonato Piani – senza dover dire “Grazie” a nessuno se non a noi stessi, e nel totale silenzio da parte delle Istituzioni nei confronti del nostro lavoro e delle nostre richieste di confronto».

Parole dure, queste, arrivate alle orecchie anche dell’assessore regionale ed ex presidente di Avis Marche Angelo Sciapichetti, presente come ogni anno ai lavori dell’Assemblea, che nel suo intervento si è impegnato a portare le problematiche presentate dal dirigente ai tavoli preposti in Regione.

Tra i relatori della giornata anche il presidente Avis Marche Massimo Lauri; il dottor Francesco Picardi, direttore del Centro Regionale Sangue, il quale ha spiegato le novità relative ai prelievi e al modulo di consenso informato introdotte dal Decreto del Ministero della Salute del novembre 2015; la referente provinciale di Avis giovani Chiara Cesaretti, che oltre a fare un resoconto dettagliato sulle importanti attività svolte ha dato appuntamento alle nuove leve avisine per venerdì 8 aprile; e infine Enrico Cibotto, direttore artistico di «Riso fa buon sangue», un progetto che unisce l’Avis regionale e l’associazione culturale no profit «Amici del cabaret» per promuovere la donazione del sangue attraverso la comicità.

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