Strutture murarie e vasche sono emerse nel cantiere della biblioteca Mozzi Borgetti. La scoperta è stata fatta durante gli scavi per le fondazioni e la sistemazione del piano terra della palazzina ex terme, interessata da lavori di ristrutturazione, che hanno portato alla luce strutture murarie sparse, vasche e canaline di collegamento tra le vasche.

 

Si sta valutando l’entità di quanto riaffiorato e si è in attesa delle decisioni della Sovrintendenza in merito, ma si pensa possa trattarsi di strutture relativamente recenti (fine Ottocento) collegate all’antica destinazione termale della palazzina come vasche di accumulo e riscaldamento dell’acqua, nonché canaline per distribuire l’acqua nei vari impianti.

 
Altra ipotesi è quella per cui potrebbero essere attrezzature funzionali agli orti che erano situati in quella zona precedentemente alla realizzazione del fabbricato, ultima porzione di verde dell’antico complesso dei Gesuiti.

 
«Le strutture affiorate nel cantiere della biblioteca, risalgono probabilmente a un’epoca relativamente recente, ma rappresentano comunque tracce importanti della storia della nostra città e delle sue trasformazioni», commenta la vice sindaco e assessore alla cultura Stefania Monteverde. «Per questo, l’Amministrazione, in accordo con la Sovrintendenza, farà del tutto per valorizzarle al massimo in quelli che saranno i nuovi spazi per le attività museali e della biblioteca negli edifici ex palazzina delle terme ed ex cinema che stiamo ristrutturando».

I reperti ritrovati nella biblioteca di Macerata
I reperti ritrovati nella biblioteca di Macerata

I lavori alle fondamenta sono iniziati poche settimane fa sotto la supervisione delle sovrintendenze Archeologica e ai Beni Culturali e sono stati eseguiti con l’assistenza di una ditta specializzata in archeologia la «Archeolab», incaricata dal Comune. Durante gli scavi, numerosi sono stati i sopralluoghi della Sovrintendenza a mano a mano che emergevano i reperti, l’ultimo scavo è avvenuto la settimana scorsa.

 
L’edificio ex terme oggetto del rinvenimento, da quanto risulta da fonti e stampa dell’epoca, era di proprietà dell’ingegner Biagio Micozzi Ferri, che lo progettò e realizzò insieme ai figli. La struttura polifunzionale, inaugurata nel 1925, era un moderno impianto a disposizione delle esigenze della città e dei viaggiatori come albergo diurno, deposito bagagli e servizi di toletta.

 

«Terme, Cinema, Teatro, Caffè, Ristorante, Albergo, Skating, Bagni, Lavanderia e Stireria» si leggeva sulla carta intestata della struttura, come risulta dalle fonti della biblioteca Mozzi Borgetti. Tanti erano i servizi erogati da questa attività imprenditoriale maceratese dei primi novecento.

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