Con il Giovedì Santo ha inizio il Triduo pasquale (dal giovedì sera fino alla domenica di Pasqua al vespro) e la Chiesa non ha altra preoccupazione che la Passione-Risurrezione di Cristo e le sue conseguenze per la nostra salvezza.
Per vivere bene il Triduo continuo a proporre alcuni paragrafi dalla Paschalis Sollemnitatis, la Lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, pubblicata dalla Congregazione per il Culto Divino in data 16 gennaio 1988.

44. «Con la Messa celebrata nelle ore vespertine del Giovedì santo, la Chiesa dà inizio al Triduo pasquale ed ha cura di far memoria di quell’ultima Cena in cui il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo, offri a Dio Padre il suo Corpo e Sangue sotto le specie del pane e del vino e li diede agli Apostoli in nutrimento e comandò loro e ai loro successori nel sacerdozio di farne l’offerta».

45. Tutta l’attenzione dell’anima deve rivolgersi ai misteri che in questa Messa soprattutto vengono ricordati: cioè l’istituzione dell’Eucaristia, l’istituzione dell’Ordine sacerdotale e il comando del Signore sulla carità fraterna: tutto ciò venga spiegato nell’omelia.

46. La Messa nella Cena del Signore si celebra nelle ore vespertine, nel tempo più opportuno per una piena partecipazione di tutta la comunità locale. Tutti i presbiteri possono concelebrarla, anche se hanno già concelebrato in questo giorno la Messa del crisma, oppure se sono tenuti a celebrare un’altra messa per il bene dei fedeli.

47. Nei luoghi in cui sia richiesto da motivi pastorali, l’Ordinario del luogo può concedere la celebrazione di un’altra Messa nelle chiese e oratori, nelle ore vespertine e, nel caso di vera necessità, anche al mattino, ma soltanto per i fedeli che non possono in alcun modo prendere parte alla Messa vespertina. Si eviti tuttavia che queste celebrazioni si facciano in favore di persone private o di piccoli gruppi particolari e che non costituiscano un ostacolo per la Messa principale. Secondo un’antichissima tradizione della Chiesa, in questo giorno sono vietate tutte le Messe senza il popolo.

48. Prima delle celebrazione il tabernacolo deve essere vuoto. Le ostie per la comunione dei fedeli vengano consacrate nella stessa celebrazione della Messa. Si consacri in questa Messa pane in quantità sufficiente per oggi e per il giorno seguente.

49. Si riservi una cappella per la custodia del Santissimo Sacramento e si orni in modo conveniente, perché possa facilitare l’orazione e la meditazione: si raccomanda il rispetto di quella sobrietà che conviene alla Liturgia di questi giorni, evitando o rimuovendo ogni abuso contrario. Se il tabernacolo è collocato in una cappella separata dalla navata centrale, conviene che in essa venga allestino il luogo per la reposizione e l’adorazione.

50. Durante il canto dell’Inno “Gloria a Dio” si suonano le campane. Terminato il canto, non si suoneranno più fino alla Veglia pasquale, secondo le consuetudini locali; a meno che la Conferenza episcopale o l’Ordinario del luogo non stabiliscano diversamente, secondo l’opportunità. Durante questo tempo l’organo e gli altri strumenti musicali possono usarsi soltanto per sostenere il canto.

51. La lavanda dei piedi, che per tradizione viene fatta in questo giorno ad alcuni uomini scelti, sta a significare il servizio e la carità di Cristo, che venne «non per essere servito, ma per servire”. È bene che questa tradizione venga conservata e spiegata nel suo significato proprio.

52. Durante la processione delle offerte, mentre il popolo canta l’inno “Dov’è carità e amore”, possono essere presentati i doni per i poveri, specialmente quelli raccolti nel tempo quaresimale come frutti di penitenza.

54. Terminata l’orazione dopo la Comunione, si forma la processione che, attraverso la Chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione. Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l’incenso. Intanto si canta l’Inno “Pange lingua” o un altro canto eucaristico. La processione e la reposizione del Santissimo Sacramento non si possono fare in quelle chiese in cui il Venerdì santo non si celebra la Passione del Signore.

55. Il Sacramento venga custodito in un tabernacolo chiuso. Non si può mai fare l’esposizione con l’ostensorio. Il tabernacolo o custodia non deve avere la forma di un sepolcro. Si eviti il termine stesso di “sepolcro”: infatti la cappella della reposizione viene allestita non per rappresentare “la sepoltura del Signore”, ma per custodire il pane eucaristico per la Comunione, che verrà distribuita il Venerdì nella Passione del Signore.

56. Si invitino i fedeli a trattenersi in chiesa, dopo la Messa nella Cena del Signore, per un congruo spazio di tempo nella notte, per la dovuta adorazione al Santissimo Sacramento solennemente lì custodito in questo giorno. Durante l’adorazione eucaristica protratta può essere letta qualche parte del Vangelo secondo Giovanni (Cap. 13-17). Dopo la mezzanotte si faccia l’adorazione senza solennità dal momento che ha già avuto inizio il giorno della Passione del Signore.

57. Terminata la Messa viene spogliato l’altare della celebrazione. E’ bene coprire le croci della chiesa con un velo di colore rosso o violaceo, a meno che non siano state già coperte il sabato prima della domenica V di Quaresima. Non possono accendersi le luci davanti alle immagini dei Santi.


Il repertorio musicale per la celebrazione eucaristica

Abbreviazioni
RN: Repertorio Nazionale di Canti per la Liturgia
CdP: Nella Casa del Padre (LDC, Leumann – Torino, edizione 1997)

Ingresso
NOSTRA GLORIA È LA CROCE DI CRISTO (M.Frisina; RN 116) esempio
oppure
NOS AUTEM GLORIARI OPORTET (gregoriano) esempio
oppure

IN TE LA NOSTRA GLORIA (D.Stefani; RN 115) esempio

Kyrie
KYRIE ELEISON (J.Berthier; RN 2) esempio

Inno di gloria
GLORIA A DIO (L.Picchi; RN 5) esempio
oppure
GLORIA (C.Burgio; Cappella Musicale Duomo di Milano) esempio

Salmo Responsoriale
IL CALICE DI BENEDIZIONE
Sussidio CEI per il tempo di Quaresima
oppure
una proposta può essere scaricata e ascoltata al seguente link dal sito web di Tele Radio Padre Pio

Canto al Vangelo
GLORIA E LODE A TE (G.Liberto; RN 16) esempio

Lavanda dei piedi
QUANDO VENNE LA SUA ORA (D.Machetta; RN 120) esempio
oppure
IO VI DO UN GRANDE ESEMPIO (D.Hassa, M.Deflorian, RN 360) esempio

Presentazione dei doni
DOV’È CARITÀ E AMORE (V.Meloni, F.Zanettin-T.Zardini; RN 124) esempio
oppure
UBI CARITAS EST VERA (gregoriano; RN 121) esempio

Santo
SANTO (L.Cansani; RN 24) esempio

Anamnesi
OGNI VOLTA CHE MANGIAMO (G.M.Rossi; RN 29)

Dossologia
AMEN (B.Cerino; RN 31) esempio

Padre nostro
PADRE NOSTRO (Messale Romano; RN 33)

Embolismo
TUO È IL REGNO (A.Kunc; RN 35) esempio

Frazione del pane
AGNELLO DI DIO (L.Picchi; RN 37) esempio

Comunione
MISTERO DELLA CENA (G.Stefani-R.L.de Pearsall; RN 364) esempio
oppure
ADORIAMO GESÙ CRISTO (F.Rainoldi-tradizionale; RN 123) esempio

Processione e Reposizione
PANGE LINGUA (gregoriano; RN 374) esempio
oppure
PANE DI VITA NUOVA (M.Frisina; RN 370) esempio

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Sono nato nel 1970. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica "G.Rossini" di Pesaro e alla laurea in ingegneria, ho conseguito i diplomi al Co.Per.Li.M. e al corso biennale "Giovanni Maria Rossi" per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana. Collaboro con la Sezione Musica per la Liturgia dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Sono docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e del COPERLIM. Sono vicedirettore dell'Ufficio Liturgico della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Dal 1993 sono maestro direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata.