«Oggi si celebra la memoria della santa, salvifica e tremenda passione del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo…» (Liturgia bizantina). Per i padri della Chiesa il Venerdì Santo è «la Pasqua di crocifissione».

Per vivere bene il Triduo continuo a proporre alcuni paragrafi dalla Paschalis Sollemnitatis, la Lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, pubblicata dalla Congregazione per il Culto Divino in data 16 gennaio 1988.

58. In questo giorno in cui «Cristo nostra Pasqua è stato immolato», la Chiesa con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con la adorazione della Croce commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla Croce, e intercede per la salvezza di tutto il mondo.

59. In questo giorno la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia; la santa Comunione viene distribuita ai fedeli soltanto durante la celebrazione della Passione del Signore; ai malati, che non possono prendere parte a questa celebrazione, si può portare la Comunione in qualunque ora del giorno.

60. Il Venerdì nella Passione del Signore è giorno di penitenza obbligatoria in tutta la Chiesa, da osservarsi con l’astinenza e il digiuno.

61. In questo giorno sono del tutto proibite le celebrazioni dei sacramenti, eccetto quelli della Penitenza e dell’Unzione degli infermi. Le esequie siano celebrate senza canto e senza il suono dell’organo e delle campane.

62. Si raccomanda che l’Ufficio delle letture e le Lodi mattutine di questo giorno siano celebrati nelle chiese con la partecipazione del popolo (Cf. n. 40).

63. Si faccia la celebrazione della Passione del Signore nelle ore pomeridiane e specificamente circa le ore quindici nel pomeriggio. Per motivi pastorali si consiglia di scegliere l’ora più opportuna, in cui è più facile riunire i fedeli: per es. dal mezzogiorno o in ore più tarde, non oltre però le ore ventuno.

64. Si rispetti religiosamente e fedelmente la struttura dell’azione liturgica della Passione del Signore (Liturgia della Parola, Adorazione della Croce e santa Comunione), che proviene dall’antica tradizione della Chiesa. A nessuno è lecito apportarvi cambiamenti di proprio arbitrio.

65. Il sacerdote e i ministri si recano o all’altare in silenzio, senza canto. Se vengono dette parole di introduzione, ciò sia fatto prima dell’ingresso dei ministri. Il sacerdote e i ministri, fatta la riverenza all’altare, si prostrano in terra: tale prostrazione, come rito proprio di questo giorno, si conservi con cura, per il significato che assume di un’umiliazione dell’«uomo terreno» e di mestizia dolorosa della Chiesa. Durante l’ingresso dei ministri i fedeli rimangono in piedi. Quindi anche loro si inginocchiamo e pregano in
silenzio.

66. Le letture siano proclamate integralmente. Il salmo responsoriale e il canto al Vangelo vengono eseguiti nel modo consueto. La storia della Passione del Signore secondo Giovanni si canta o si legge come nella domenica precedente (Cf. n.33). Terminata la storia della Passione, si faccia l’omelia. Alla fine di essa i fedeli possono essere invitati a sostare per breve tempo in meditazione.

67. Si faccia la preghiera universale secondo il testo e la forma tramandati dall’antichità, in tutta la prevista ampiezza di intenzioni, per il significato che essa ha di espressione della potenza universale della Passione di Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo. In caso di grave necessità pubblica l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione. E’ consentito al sacerdote scegliere, tra le intenzioni proposte nel Messale, quelle più adatte alle condizioni del luogo, purché venga rispettata la successione delle intenzioni, indicata di solito per la preghiera universale.

68. La Croce da mostrare al popolo sia sufficientemente grande e di pregio artistico. Per questo rito si scelga la prima o la seconda formula indicata nel Messale. Tutto questo rito si compia con lo splendore di dignità che conviene a tale mistero della nostra salvezza: sia l’invito fatto nel mostrare la santa Croce che la risposta data dal popolo si eseguano con il canto. Non si ometta il silenzio riverente dopo ciascuna prostrazione, mentre il sacerdote celebrante rimane in piedi tenendo elevata la Croce.

69. Si presenti la Croce all’adorazione di ciascun fedele, perché l’adorazione personale della Croce è un elemento molto importante in questa celebrazione. Si adoperi il rito dell’adorazione fatta da tutti contemporaneamente solo nel caso di un’assemblea molto numerosa. Per l’adorazione si presenti un’unica Croce, nel rispetto della verità del segno. Durante l’adorazione della Croce si cantino le antifone, i «Lamenti del Signore» e l’Inno, che ricordano in modo lirico la storia della salvezza, oppure altri canti adatti (Cf.n.42).

70. Il sacerdote canta l’invito alla preghiera del Signore che tutti eseguono con il canto. Non si dà il segno della pace. La Comunione si distribuisce secondo il rito descritto nel Messale. Durante la Comunione si può cantare il salmo 21 o un altro canto adatto. Finita la distribuzione della Comunione si porta la pisside nel luogo già preparato fuori della Chiesa.

71. Dopo la celebrazione si procede alla spogliazione dell’altare, lasciando però la Croce con quattro candelieri. Si prepari in chiesa un luogo adatto (per es. la cappella di reposizione dell’Eucaristia nel Giovedì Santo), ove collocare la Croce del Signore, che i fedeli possano adorare e baciare e dove ci si possa trattenere in meditazione.

72. Per la loro importanza pastorale, non siano trascurati i pii esercizi, come la “Via Crucis”, le processioni della Passione e la memoria dei dolori della Beata Vergine Maria. I testi e i canti di questi pii esercizi siano in armonia con lo spirito liturgico. L’orario dei pii esercizi e quello della celebrazione liturgica siano composti in modo tale che l’azione liturgica risulti di gran lunga superiore per sua natura a tutti questi esercizi.


Il repertorio musicale per la celebrazione eucaristica

Abbreviazioni
RN: Repertorio Nazionale di Canti per la Liturgia
CdP: Nella Casa del Padre (LDC, Leumann – Torino, edizione 1997)
Salmo Responsoriale
PADRE, NELLE TUE MANI
Sussidio CEI per il tempo di Quaresima
oppure
una proposta può essere scaricata e ascoltata al seguente link dal sito web di Tele Radio Padre Pio

Canto al Vangelo
GLORIA E LODE A TE (G.Liberto; RN 16) esempio

Ostensione della Croce
ECCE LIGNUM CRUCIS (gregoriano; RN 127) esempio
oppure
ECCO IL LEGNO DELLA CROCE (Messale Romano; RN 128) esempio

Adorazione della Croce
VEXILLA REGIS (gregoriano; RN 144) esempio
oppure
TI SALUTO, O CROCE SANTA (A.Gazzera-P.Damilano; RN 128) esempio
oppure
CROCE DI CRISTO (F.Rainoldi; RN 90 – CdP 508) esempio
oppure
O MIO POPOLO (P.Comi) esempio
oppure
CROCIFISSO MIO SIGNORE (G.Stefani, Lauda sec.XVIII; RN 131) esempio

Comunione
SIGNORE, DOLCE VOLTO (G.Blasich-H.L.Hassler; RN 137) esempio
oppure
PER IL TUO CORPO (D.Rimaud-E.Costa-A.Fant; RN 134) esempio
oppure
VOLTO DELL’UOMO (D.Machetta; RN 141) esempio

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