La Parola di oggi
In questa domenica delle palme la chiesa ci invita a leggere la Passione di Gesù secondo Luca.

Iniziamo a meditare il testo della Passione di Luca in questa Domenica delle Palme, continueremo a farlo durante il triduo pasquale perché il racconto della Passione è il cuore prezioso del Vangelo e merita una particolare attenzione.
Luca nel raccontare la Passione pone il desiderio sincero, tipico del discepolo fedele, di aiutare il lettore a rivivere la storia del suo Maestro. Questo attaccamento a Gesù è chiaro nella frequente affermazione della sua innocenza, accanto allo sforzo di evitare i particolari offensivi e crudeli. La preoccupazione Lucana risalta soprattutto nella descrizione della via crucis, egli vuol invitare il credente a seguire il maestro sulla via della croce. La Passione come il cammino di Cristo verso la gloria del Padre è la cifra stilistica con lui Luca organizza la narrazione.

L’ultima cena
Il racconto di Luca (Lc 22,15-20) è più lungo rispetto a quello di Matteo e Marco e si accosta alla tradizione conservata da S.Paolo in 1Cor 11,23-26. È Gesù stesso che prende l’iniziativa di celebrare la cena pasquale con i suoi discepoli (Cfr. Lc 22,15 e Mc 14,12) inviando i suoi più intimi a prepararla. Luca mostra che mentre i nemici preparano la morte di Gesù, lui opera affinché questo delitto assuma un significato nuovo: sarà il Suo sacrificio, la Sua pasqua di liberazione, il segno supremo del Suo amore. Luca per questo mette maggiormente in chiaro il rapporto tra l’Eucaristia: la nuova pasqua di Gesù, e la cena pasquale della tradizione antica, che ancora oggi gli ebrei celebrano. Il suo racconto infatti presenta stranamente per due volte un rito con il calice del vino.
Prima infatti Luca ricorda che Gesù mangia l’agnello Pasquale e beve il calice di vino dell’antica alleanza, simbolo dell’attesa del messia (Lc 22,15-18). È l’ultima pasqua dell’Antico Testamento quella che Gesù aveva iniziato a celebrare con i suoi discepoli. Ma ora è giunto un tempo nuovo nella storia della salvezza, l’antica alleanza è stata sostituita da una Nuova Alleanza (Lc 22,20) che ha un nuovo calice ed un nuovo cibo: non l’agnello ma il pane. Nella seconda pasqua, che Gesù inizia a celebrare alla fine della cena e che continuerà nella passione e nella croce, l’agnello pasquale è Gesù stesso, lui verrà sacrificato e il suo sangue sarà fonte di salvezza e benedizione. Il nuovo rito, memoriale perenne (Lc 22,19) della nuova alleanza, è il modo con cui Gesù dice agli apostoli il suo amore. Come liberamente spezza il suo pane per loro, e distribuisce il suo vino, così donerà il suo corpo e spargerà il suo sangue: liberamente e per amore. Quando lo vedranno preso, umiliato e ucciso, i discepoli non dovranno dimenticare che tutto si compie con la piena e libera accettazione di Gesù. Lui, agnello mansueto che si lascia condurre al macello perché la sua carne diventi cibo di vita e il suo sangue fonte di benedizione e di perdono. Per questo in Luca Gesù sottolinea i gesti con un tono personale e diretto: pane e vino, corpo e sangue non sono donati “vagamente” per tutti gli uomini come in Matteo e Marco, ma sono “dati per voi”, in un dono personale e intimo che Gesù fa a ogni uomo. Per ognuno di noi Gesù ha salito con amore e liberamente il calvario!

I discorsi di addio
A differenza di Matteo e Marco, Luca dopo l’istituzione dell’Eucaristia riporta alcuni brevi discorsi di Gesù, che non si limitano a preannunciare il tradimento di Giuda, ma costituiscono una specie di Testamento di Gesù. Gesù li invita innanzi tutto all’umiltà; sono ancora troppo pieni di sé per poterlo seguire (Lc 22,24-27), ma con il suo aiuto riusciranno a conseguire il premio della salvezza (Lc 22,28-30). Ciò non avverrà senza l’umiliazione della vigliaccheria e del peccato anche dei migliori, come Pietro (Lc 22,31-34), ma su tutto trionferà la potenza della preghiera di Gesù, che «ha pregato per noi». I momenti di lotta e di prova che il Maestro e i discepoli si avviano a vivere nel corso della Passione di Gesù ormai imminente, sono una profezia di una passione più lunga e difficile che le generazioni cristiane dovranno affrontare: sarà la Passione della Chiesa.

+ Nazzareno, vescovo

(Testo tratto da Nazzareno Marconi, Verso la Pasqua 2016)

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