«Idea per una Via Crucis», l’augurio pasquale di Carlo Iacomucci

L'opera descritta nel testo critico del giornalista d'arte Paolo Biagetti per "La Press - Arte Sacra Italiana"

Carlo Iacomucci in una foto tratta da Facebook

Riceviamo da “La Press – Arte Sacra Italiana” di Ancona e pubblichiamo in vista della Pasqua il testo critico all’opera “Idea per una Via Crucis” del maestro, maceratese d’adozione, Carlo Iacomucci a firma del giornalista d’arte Paolo Biagetti.

Nella tua opera, in nuce, tutto ciò è già scritto con i segni e i colori dell’immaginazione. E’ come il preludio di quel celeste incrocio di Amore e di Pace. Ne è l’annuncio la grande Croce gialla (quasi un gigantesco traliccio… dell’Alta Tensione), maculata alla base del sangue del riscatto, che sembra elevarsi da terra verso l’osservatore, lasciando dietro di sé delle segnature vibranti, quasi cablogrammi di senso.

L'opera "Idea per una Via Crucis" di Carlo Iacomucci
L’opera “Idea per una Via Crucis” di Carlo Iacomucci

Quel sottile filamento che parte dall’alto, da quella forma puntuta colma di crittogrammi,
attraversa la croce per perdersi poi nelle profondità infinite dello spazio opposto. Hai descritto, forse senza volerlo, uno spazio dell’arte dove si attua una molteplicità di rapporti in cui è implicito il tutto e dove ogni cosa disvela la propria intima essenza.

Ricorda tanto una certa “quadratura” filosofica che unisce il cielo e la terra, ecco: la condizione di salvezza heideggeriana che prevedeva, se non sbaglio, il “salvataggio della terra, l’accoglienza del divino”, il portare l’uomo in una dimensione diversa, quella della parola poetica che dice gli echi dei fenomeni celesti.

Le sette candide gocce che attraversano lo spazio del tuo “racconto” pasquale sono la firma/traccia del tuo appassionato esserci come medium di un evento creativo che ti trascende.

Paolo Biagetti

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