Fra Mario, il fraticello che sapeva tutto su Roma

Il 2 maggio ricorre il decimo anniversario della morte

Il 2 maggio ricorre il decimo anniversario della morte di fra Mario Gentili, una figura indimenticabile per chi ama visitare il santuario di san Nicola da Tolentino. Minuto di statura, cosa sulla quale lui stesso amava ironizzare, umile e modesto, fra Mario era lieto di essere quello che, per natura e per grazia era, senza pretese di nessun genere, incapace di procurare disagio a chiunque. Eppure era una figura che non poteva passare inosservata, per il suo volto sempre sereno e sorridente, per la sua discreta e delicata vivacità, per la sua calorosa accoglienza verso tutti e la sua squisita sensibilità spirituale e culturale.

Da Tolentino, partecipando agli annuali Convegni nazionale dei Rettori dei Santuari, si era confrontato e sensibilizzato con le ricchezze di tanti santuari d’Italia e d’Europa. Cosa che lo ha particolarmente caratterizzato e stato il suo grande amore, insieme alla sua religiosa devozione, nei confronti di Roma, città che, nel sentire comune, si identifica con il messaggio e con la fede cristiana. Se, a chiunque l’ha conosciuto, sono evidenti i motivi per dire di fra Mario che la sua esistenza è stata profondamente plasmata dal suo immedesimarsi e identificarsi nel Santuario tolentinate di San Nicola, santo preso a modello della sua vita, parimenti si può affermare del suo rapporto con Roma che, culturalmente, emotivamente e religiosamente, fu l’altro grande amore della sua esistenza.

San-PietroFra Mario sentiva il calore di quell’abbraccio, maestoso e solenne, del Colonnato del Bernini che, in maniera stupenda ed efficace, ostenta il corteo dei Santi, tra i quali additava, con agostiniano orgoglio, al n° 18 (nel braccio di Costantino iniziando a contare dalla facciata) la bella statua di san Nicola da Tolentino. La storia di Roma cristiana e precristiana, la storia del Papa e del Papato, le Catacombe, le memorie dei Martiri, il fascino dell’arte cristiana di tantissime chiese… tutti temi e valori che suscitavano in lui forti emozioni spirituali, fervore religioso ed entusiasmo missionario. Pur non avendovi mai risieduto era felicissimo di soffermarcisi quanto più poteva trovandosi avvantaggiato dalle varie presenze di case agostiniane e dal fatto che i suoi familiari si erano trasferiti nel Lazio.

Le notizie su Roma le cercava ovunque e mai gli bastavano. Per non perdere i preziosi frutti delle sue prolungate ricerche si era fatta costante abitudine di scrivere tutto ciò che gli interessava producendo ben cinquanta quaderni scritti a mano, oltre numerose buste con fogli sciolti, che potrebbero essere materiale prezioso per un attento ricercatore che volesse raccogliere notizie e informazione sui vari aspetti della città di Roma. E i titoli dei tanti quaderni, ordinati e ben scritti, ci confermano che fra Mario non era dilettante di un sapere sommario e superficiale ma si era fatta una coscienza culturale precisa e qualificata su tutto quello che formava la sua cultura “romana”.

L’elenco dei titoli ricorrenti può aiutare a rendersi conto del suo lavoro di ricerca e documentazione: “San Pietro e il Vaticano”, “Le Basiliche Patriarcali”, “La Tomba di S. Pietro”, “La Basilica costantiniana”, “La Basilica di Massenzio”, “L’Anno Santo, Roma e quartieri”, “Roma cristiana”, “Roma antica”, “Le strade consolari di Roma”, “Roma storia e arte”, “Lezioni per le Guide di Roma”, “Le Catacombe”, “Appia Antica”, “Reliquie sessoriane della passione di Cristo”, “Gli Anni Santi”, “Bernini a Roma”, “Roma e i Castelli Romani”, e “Elenco dei Musei gratuiti l’ultima domenica del mese”. Solamente sulle Strade di Roma ha riempito 16 quaderni. Inoltre aveva raccolto alcune antologie di letteratura qualificata: testi dei Papi su Roma, Testi patristici sul primato di Pietro, sulla Cattedra di Roma, sulla Chiesa”. Insomma, era definito un «Cicerone informato e competente», tanto che, nel 1975, ha ricevuto il titolo di “Guida giubilare autorizzata nella Basilica di San Pietro”.

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