La “Crocifissione di Monte San Giusto” secondo Angelucci

In "Ad Personam" una nuova versione sulla realizzazione dell'opera di Lorenzo Lotto

Un dettaglio della Crocifissione di Lorenzo Lotto

“Ad personam” è la ricostruzione storica e artistica della vicenda legata alla nascita e alla realizzazione di quello che viene considerato il capolavoro di Lorenzo Lotto: la “Crocifissione di Monte San Giusto”, commissionatogli nel primo Cinquecento da Nicolò Bonafede, Vescovo di Chiusi, per adornare la locale chiesa di Santa Maria in Talusiano, dove si trova tuttora esposta.

Attraverso una lunga e rigorosa ricerca condotta su documenti e materiali d’archivio, utilizzando una forma narrativa lontana dal gergo accademico e un linguaggio quasi da romanzo giallo, in “Ad personam” (edito dal gruppo maceratese Liberilibri) lo storico e critico d’arte Giulio Angelucci conduce un’avvincente inchiesta che getta nuova luce su questioni irrisolte ed elementi inediti dell’opera, focalizzando l’attenzione soprattutto sulla figura di Bonafede, fiduciario di ben cinque papi, uomo politico e militare, mecenate protagonista di diverse iniziative artistiche.

unnamedLa novità più rilevante è costituita dall’ipotesi di un viaggio fin qui inedito compiuto da Lotto nel 1522 in Sassonia, a Lipsia e a Wittemberg, dove egli sarebbe entrato in contatto con un dipinto decisamente luterano, l’“Epitaffio Schmidburg” di Georg Lemberger, che viene individuato come il modello adottato per la Crocifissione, opportunamente modificato nel contenuto religioso. Se a Lipsia il soggetto è il rapporto della famiglia committente con le Sacre Scritture, a Monte San Giusto il fulcro è rappresentato dall’apostolo Giovanni rivolto verso Bonafede intento alla pratica della devotio moderna, in tal modo partecipe al mistero del Calvario e destinatario esclusivo del messaggio evangelico da trasferire ai fedeli.

Nella Crocifissione, dunque, si leggerebbe la presa di posizione di Lorenzo Lotto nel dibattito religioso rispetto alle tesi di Martin Lutero. Altra novità, infine, è la proposta di datazione: secondo la ricostruzione dell’Autore, l’incontro tra Lotto e Bonafede sarebbe avvenuto fra 1523 e 1525 e la Crocifissione di Monte San Giusto sarebbe stata concepita nel 1524, l’incarico formale risalirebbe al 1525, la realizzazione e la firma al 1526 (a Bergamo), la spedizione da Venezia nelle Marche all’estate del 1527.

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