Francesco alla Mariapoli di Roma: «Trasformate i deserti in foresta»

Visita a sorpresa a Villa Borghese dove 3500 aderenti al Movimento dei Focolari di Roma e Earth Day Italia si sono trovati nel “Villaggio della terra”

«Fate un bel lavoro, trasformate i deserti in foresta. Il deserto è brutto, sia quello nel cuore di tutti noi, nelle città, nelle periferie e anche quello nei quartieri protetti. La foresta è piena di verde, troppo disordinata ma così è la vita». Sono parole di papa Francesco nella visita fuori programma alla Mariapoli [1] di Roma a Villa Borghese, una visita di quelle a sorpresa che sta compiendo in questo Anno giubilare della Misericordia.

Lasciando da parte i fogli per parlare a braccio, Francesco ha invitato «a prendere la vita da dove viene, come il portiere nel calcio… Non abbiate paura del conflitto che ha in sé rischio ed opportunità. Conoscere è un rischio per me e per la persona a cui mi avvicino. Ma mai, mai, mai girarsi per non vedere. E i rischi si devono assumere, prendere in mano». Insiste: «Avvicinarsi!». Poi continua: «Andare ad asciugare lacrime, perché si possa sorridere. Così dal deserto alla foresta, cioè alla vita, c’è il sorriso». E ancora: «Guardate la faccia delle persone per strada: ognuno chiuso in sé stesso, manca il sorriso, la tenerezza, l’amicizia sociale. Dove non c’è l’amicizia sociale, c’è l’odio, la guerra. Stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzi».

Prosegue: «L’amicizia sociale si fa con la gratuità. E questa saggezza s’impara, con lo sport, l’arte, la gioia di essere insieme, l’avvicinamento. La gratuità è una parola da non dimenticare in questo mondo dove sembra che se non paghi non puoi vivere. La gratuità è la parola chiave per far sì che questo deserto diventi foresta. E anche il perdono, perché con il perdono si allontanano rammarico e odio». Conclude: «Come si fa questo? Nella consapevolezza che tutti abbiamo da farci perdonare. Lavorare insieme. Rispettarci. Vedremo così il miracolo di un deserto che diviene foresta».

Papa Francesco era arrivato accompagnato dall’arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. Accolto dall’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Maria Voce, presidente dei Focolari, e Jesús Morán, copresidente. Una folla variopinta di 3500 persone l’ha salutato con gioia e meraviglia.

A esprimergli il benvenuto si sono alternati Donato Falmi e Antonia Testa, responsabili dei Focolari a Roma, Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, e alcuni dei presenti. Francesco ha ascoltato diverse testimonianze sul valore della solidarietà verso i più poveri, i detenuti, e sulla lotta al gioco d’azzardo. Un racconto a più voci sull’impegno a “Vivere insieme la città”, una città come Roma martoriata da fragilità, ma animata dall’iniziativa di molti per immettervi speranza.

Prima del saluto finale un ragazzo ha donato al Papa il “Dado della terra”, un cubo che, come un gioco, insegna alcuni principi da vivere per la difesa del creato. Il gruppo musicale Gen Verde, presente per il suo spettacolo in programma, ha accompagnato con alcune canzoni quest’ora indimenticabile.

A conclusione papa Francesco ha invitato tutti, «ognuno dal suo cuore», a fare una preghiera:

«Signore noi sappiamo che tutti siamo figli tuoi, che tutti siamo fratelli. Sappiamo che ognuno di noi ha una missione, fare che il mondo divenga migliore, che i fratelli e le sorelle soffrano di meno, che la madre terra sia custodita, che tanta gente trovi lavoro e ritrovi la dignità con il lavoro. Noi tuoi figli, tutti, ti chiediamo di benedirci».

Fonte: Victoria Gómez, Servizio informazione Focolari.

[1] La Mariapoli nasce nel 1949 sulle Dolomiti trentine. «Tranvier, studenti e medici, speziali e deputati, saliti qui in Mariapoli son già parificati», recitava una canzone. Parole che esprimono anche oggi l’intento di comporre un bozzetto temporaneo di società rinnovata dall’amore evangelico, dove le differenze non sono eliminate, ma arricchiscono una fraternità che si compone. Questo il denominatore comune delle centinaia di Mariapoli che ogni anno si svolgono nei cinque continenti.

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