Giustizia e Misericordia per la festa dell’Ascensione

Com’è ormai tradizione, anche quest’anno in occasione della festa dell’Ascensione nella parrocchia Santa Croce di Macerata, l’Azione Cattolica propone un momento di riflessione condivisa sui temi di attualità che più stanno a cuore alla gente. Nell’anno del Giubileo straordinario non si poteva non affrontare il tema della Giustizia e della Misericordia, anche alla luce non solo dei più recenti fatti di cronaca, spesso efferati, ma anche per la raccolta di firme, partita proprio in questi giorni, a favore della proposta di legge di iniziativa popolare che mira a modificare gli articoli 55 e 614 del codice penale sulla legittima difesa: “Delitto & Castigo. Giustizia perfetta, Misericordia infinita“, il titolo ispirato alle parole di papa Francesco nell’Udienza Generale del 3 febbraio scorso.

L’appuntamento è per mercoledì 4 maggio alle ore 21.15 presso la panetteria/pizzeria “Il Laboratorio dei Sapori” in viale Indipendenza 61, ove sarà anche offerto l’assaggio di alcuni dei molti prodotti in vendita, a partire proprio dal pane, emblema, forse dimenticato, di un modo diverso e più umano di affrontare la vita.

Il professore Marcello La Matina
Il professore Marcello La Matina

Pur nella consapevolezza di toccare corde particolarmente sensibili dell’opinione pubblica, in un momento storico in cui, in maniera perfino un po’ pruriginosa, si dà un’enfasi tutta particolare a delitti spesso incomprensibili nella loro crudeltà, il tentativo è quello di creare invece uno spazio di confronto sereno e libero, dallo stile familiare, che possa così valicare i confini spesso qualunquistici delle reazioni “di pancia” e giungere a domandarsi quale sia il ruolo dei credenti di fronte al male “quotidiano”, quello che ciascuno può sperimentare in qualsiasi momento.

Si è scelto di farsi aiutare da Marcello La Matina, docente di filosofia del linguaggio all’Università di Macerata e amico da sempre dell’associazione, cui si è chiesto di provare a delineare delle possibili piste interpretative della realtà sempre più complessa in cui, anche come credenti, siamo immersi e nella quale proprio per questo siamo chiamati a dare ragione della speranza che è in noi.

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