Il suo impegno come uno dei referenti maceratesi presso l’Associazione italiana familiari e vittime della strada, inizia laddove finisce la vita di sua moglie: un investimento mortale in cui lei rimane vittima nel 2002, mentre sta attraversando la strada a piedi, e Piero Bonarini, ormai in pensione, decide di dedicare parte del suo tempo libero, tra i tanti vari hobby, a questa realtà locale che persegue, esclusivamente, finalità di solidarietà sociale. Per quarant’anni comandante della Polizia municipale di Potenza Picena, Bonarini plaude la legge sull’omicidio stradale appena approvata, ma non si lascia trascinare da troppi entusiasmi.

fRTS4CIH«Ben venga il via libera del Parlamento – dichiara – ma ricordiamoci che si tratta di un punto di partenza, perchè l’iter giudiziario in casi così delicati legati agli incidenti non è mai semplice, considerando anche la variabile del patteggiamento che, nel corso del processo, non sempre facilita e tutela le vittime». Il messaggio è diretto: «Si deve stabilire con esattezza la responsabilità della colpa, e auguriamoci che con la nuova legge vengano applicati i giusti criteri per consegnare ai familiari una degna giustizia».

Nelle parole dell’incaricato che, assieme ad altri referenti opera nel territorio, non traspare livore, ma il semplice desiderio di attivarsi, anche attraverso l’Associazione, per «fermare la strage stradale» nel rispetto dei superstiti, come recita lo statuto. Diffondere questo messaggio in tutto il territorio italiano e sensibilizzare non solo i familiari delle vittime ma anche l’intera società civile è uno dei presupposti che anima l’Aifvs, sorta per continuare l’azione del Comitato italiano familiari vittime della strada, costituito nel 1998.

«Quando incombe un trauma che, sulla strada, spazza via vite umane e affetti gli equilibri familiari vengono destabilizzati», prosegue Bonarini, e tra le finalità perseguite dall’associazione non mancano «il conforto umano e, quando possibile, l’assistenza psicologica e legale tramite strutture convenzionate o la sensibilizzazione di quelle pubbliche». A questo, si aggiunge inoltre «un capillare lavoro di contatto con le realtà aggregate sul territorio e il collegamento con qualsiasi organismo, di base o istituzionale, concretamente rivolto all’attuazione di questi stessi obiettivi». È la prevenzione, poi, uno dei punti focali su cui si muove la realtà presente in ogni regione d’Italia, con l’attenzione rivolta in particolar modo agli istituti scolastici e ai luoghi di aggregazione in cui promuovere, nei giovani, l’educazione alla legalità.

cq5dam.web.650.600Da qui, l’attuazione di convegni e manifestazioni, nazionali e locali, assieme alla costante «pressione sulle istituzioni, a più livelli, per la più ampia e puntuale applicazione delle norme esistenti e per l’approvazione di nuove» che risultino efficaci «a livello di prevenzione, repressione, andamento ed accelerazione dei processi penali e civili ed equità dei risarcimenti». «Finchè non capita ai propri cari, l’omicidio stradale, di cui non si parla ancora abbastanza, sembra una fatalità lontana da noi – conclude Piero Bonarini – e il nostro intento, dunque, è agire in sinergia e fare il più possibile rete, oltre ogni barriera di dolore, per “muoversi” sulla buona strada».

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