Il XXV Congresso nazionale delle Acli, aperto venerdì scorso a San Vincenzo (Livorno), propone: la riforma del welfare, la lotta alla povertà, un piano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile.

L’azione delle Acli – ha affermato il presidente Gianni Bottalico – mira a mantenere ben stretto il legame tra lavoro, diritti sociali e democrazia: per questo proponiamo la riforma del welfare, la lotta alla povertà, un grande piano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile. Ci vuole un cambio di paradigma che ponga fine all’austerità e alla supremazia dei poteri finanziari sulla politica». Anche per questo Bottalico ha annunciato l’adesione delle Acli alla manifestazione nazionale a Roma contro il Trattato transatlantico (Ttip) ed ha rivolto «un appello al Governo, al Parlamento, ai parlamentari europei eletti in Italia di non avallare alcuna soluzione che contempli il prevalere degli arbitrati commerciali internazionali sulla legislazione comunitaria e nazionale».

Una presa di posizione che riscuote l’apprezzamento del Quirinale e non solo. «Dobbiamo costruire insieme uno sviluppo nuovo, duraturo, sostenibile: è il bene comune che la politica può perseguire solo se ha radici profonde nella società», scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio inviato ai congressisti riuniti a San Vincenzo, sottolineando come questo sia «un traguardo che vale per l’intera Europa». «Le Acli in questi anni – prosegue il Capo dello Stato – si sono impegnate per portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica il tema della povertà crescente, scaturita dalla grave crisi economica e da un pericoloso ampliamento della forbice della diseguaglianza».

Tra gli interventi degli ospiti della prima giornata del Congresso, mons. Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, ha esortato a «superare la mentalità consumistica per ridefinire il progresso» ed ha ribadito che «l’ascolto della Chiesa è alto nei confronti delle Acli».

Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, ha sostenuto che «non c’è sostenibilità economica se non c’è sostenibilità sociale». E «sul Ttip – ha aggiunto – avrei preferito fosse stato il nostro premier a dire il no che ha detto il presidente francese».

Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl, evidenziando il grave problema «della solitudine in cui sono lasciate le persone che perdono il lavoro», ha rilanciato l’idea (che da tempo circola sottotraccia nella galassia cattolica) di una «grande alleanza» tra le associazioni laiche e cattoliche per riscoprire «il valore della centralità del lavoro» in un’ottica di sviluppo umano. «Dobbiamo tutti insieme rimettere al centro la dignità delle persone e la coesione sociale – ha detto Furlan – un bene che nessuno può permettersi di cancellare». «Fra le Acli e la Cisl c’è un lungo percorso comune e molti valori condivisi fin dalla nascita», ha sottolineato la segretaria della Cisl, ricordando l’esperienza positiva dell’Alleanza contro la povertà che «è un esempio di solidarietà concreta contro la solitudine delle persone. Una solidarietà – ha aggiunto Furlan –che è diventata anche un progetto ed un nuovo modello di welfare inclusivo e di partecipazione per il paese». Per la leader della Cisl, «i corpi sociali ed intermedi devono lanciare oggi una grande sfida per una vera integrazione politica ed economica Europea, per riscrivere un nuovo statuto economico e modificare il fiscal compact, il vero freno a mano alla crescita. Non vogliamo un’Europa dei muri e dei nazionalismi ma una Europa dell’accoglienza e del lavoro», ha aggiunto la Furlan nel suo intervento. «Non ci può essere pace se ci sono uomini che fuggono per la fame e disperazione. Siamo stufi di sentire dire che i profughi stiano a casa loro. Non ce l’hanno più una casa», ha concluso Furlan.

Mentre il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha evidenziato il fatto che «occorre lottare contro la finanziarizzazione selvaggia dell’economia e accorgersi, come ha fatto il Papa, che nel mondo sono in aumento le guerre e le disuguaglianze».

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