S. Ubaldo, cittadino, vescovo e patrono

Viene celebrato il 16 maggio: a Lui è intitolata la parrocchia di Passo di Treia

La statua di s. Ubaldo all'interno della chiesa della Natività di Passo di Treia

Al santo vescovo umbro Ubaldo, la cui festa liturgica cade il 16 maggio, solennizzata a Gubbio anche con la spettacolare “Corsa dei ceri”, è dedicata la parrocchia di Passo di Treia. La devozione dei passotreiesi verso il Vescovo eugubino risale almeno ai primi decenni del sec. XVII, quando il pio sacerdote p. Flaminio Peruzzi dell’Oratorio di San Filippo, a sue spese, fece erigere negli anni quaranta del Seicento una chiesa rurale in contrada Maglianesi, oggi località di Passo di Treia, nei pressi del Mulino fortificato e del fiume Potenza.

La chiesa, dedicata alla Vergine Santissima Dispensatrice di Grazie, aveva come compatrono anche s. Ubaldo. In un inventario del 1726, redatto dal preposto oratoriano p. Giuseppe Andrea Guardiani e legalizzato dal notaio Niccola Antonio Mozzoni, si legge che il tempio aveva un solo altare e che sopra l’ingresso un’iscrizione ne indicava l’intitolazione fatta nel 1646 alla Vergine. Proseguendo nella descrizione, il sacerdote annota la presenza di un quadro della Madonna con il Bambino, s. Filippo Neri e s. Antonio di Padova e precisa che “nella suddetta chiesa vi è il confessionale, una campana nel campanile di libre 45, il quadro di s. Ubaldo e suo semibusto dorato, sagrestia con le necessarie suppellettili”.

Riferimento al semibusto si ritrova anche nell’elenco delle reliquie possedute dalla Congregazione dell’Oratorio di Montecchio, oggi Treia, dove viene registrata la data dell’autenticazione della reliquia di san Ubaldo, avvenuta il 16 maggio 1711 per opera di mons. Castore De Nuti vicario generale di Gubbio. Inoltre, si specifica che:

“Riconosciuta, approvata e collocata in semibusto di legno indorato rappresentante lo stesso Santo dal sig. Arriodante Acquaticci con l’autorità dell’Ordinario di Camerino per rogito di Giuseppe Antonio Galli sotto li 19 gennaio 1714 e si ritiene nella chiesa de’ Maglianesi”.

Passo di Treia, fiera di s. Ubaldo, 16 maggio, primo Novecento
Passo di Treia, fiera di s. Ubaldo, 16 maggio, primo Novecento

Le carte non tramandano l’origine di questa devozione, ma probabilmente il culto fu diffuso dai pellegrini umbri che, scendendo lungo la valle del Potenza per raggiungere Loreto, sostavano nei pressi della chiesa dei Maglianesi. Il 16 maggio veniva celebrata solennemente la festa liturgica accompagnata anche da un’importante fiera autorizzata da papa Clemente XI il 16 dicembre 1712. Nel documento di approvazione si legge:

“…concediamo alla detta Comunità e Popolo di Montecchio piena et ampia facoltà di poter ogni anno in perpetuo nel detto giorno 16 maggio festa di S. Ubaldo et altri due giorni susseguenti fare in essa terra e suo territorio una pubblica fiera in vece di quella che come sopra con permissione apostolica soleva e poteva celebrare per la festa di S. Rocco et che alla detta nuova fiera possano tutte le persone dell’uno e l’altro sesso pur liberamente andare, trattenersi, vendere, comprare, commutare, negoziare e contrattare ogni sorta di animali, robbe e mercanzie non però proibite…”.

Lo stesso Pontefice nel 1719 accordò l’indulgenza plenaria ai Montecchiesi che si recavano il giorno della festa di s. Ubaldo in visita alla chiesa della Beata Vergine dei Maglianesi. Oggi di questo tempio non rimane più traccia, poiché fu demolito negli anni sessanta dello scorso secolo per dare spazio alla strada di circonvallazione.

Ubaldo (1084-1160) figlio unico dei nobili Baldassini di origine germanica, dimostrò fin da ragazzo animo semplice e spirito di fede. Divenuto sacerdote, collaborò con il suo vescovo alla riforma della Chiesa secondo gli insegnamenti di S. Pier Damiani. Umile e schivo, rinunciò alla sede vescovile di Perugia nel 1126, ma tre anni dopo dovette obbedire a papa Onorio II che lo aveva designato vescovo di Gubbio.

Gubbio, Santuario di s. Ubaldo, pellegrini passotreiesi guidati da don Natale Branchesi, 2000
Gubbio, Santuario di s. Ubaldo, pellegrini passotreiesi guidati da don Natale Branchesi, 2000

Viene celebrato come il Santo della riconciliazione, come il defensor civitatis ed invocato come taumaturgo eccellente. Tenne testa a Federico Barbarossa che, dopo aver distrutto Spoleto, si accingeva a conquistare Gubbio; anzi, come si legge nella Vita Beati Ubaldi di Giordano da Città di Castello, l’imperatore fu conquistato dal carisma del Santo Vescovo e “lo accolse con il cerimoniale di prima classe, poiché da tanto tempo provava desiderio di vederlo; poi, a testa bassa, gli chiese la benedizione. Il sacerdote del Signore gli disse: Colui che ti ha concesso la corona imperiale in terra, ti conceda in ricompensa il regno celeste“. A livello iconografico s. Ubaldo viene rappresentato con gli abiti pastorali, la croce ed il vessillo.

Riferimenti archivistici e bibliografici:
Accademia Georgica Treia: Archivio Accademici – Archivio Filippini
I. Palmucci, Nuove acquisizioni sulla presenza dei Filippini a Treia, in Studi Storici Maceratesi, vol. 44, Macerata, 2010.
A. M. Fanucci, S. Ubaldo, il suo vero volto, edizioni Università dei Muratori – Famiglie Ceraiole – Associazione Maggio Eugubino, Gubbio, 2007.


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