House, Casa… La casa latina, diciamocelo, non è un gran che. È la capanna, un’abitazione modesta, dappoco. Ma fra tutte le parole latine che variamente descrivono un’abitazione, è stata questa ad avere in sorte, nella nostra lingua, il significato più completo che si può associare a questo oggetto. Un significato che non si ferma alla denotazione fisica di edificio, ma che invece vive nel connotato sentimentale, relazionale e spirituale. Quando si pensa a “casa” non si pensa solo ad un edificio, si pensa ad un contesto vivente a cui sentiamo di appartenere, un porto a cui siamo ancorati da una questione identitaria, un posto del cuore: si può cambiare casa, ma “casa” non cambia.

Le Case Famiglia dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) accolgono bambini, ragazzi, giovani, adulti senza distinzione di età o situazione di provenienza per dare loro una casa. Qui un papà e una mamma donano la propria vita a chiunque necessiti di essere accolto e aiutato ogni giorno.

Nella Casa Famiglia oltre alle due figure genitoriali ci sono fratelli e sorelle, zii e nonni, normodotati e non, con problematiche e vissuti diversi, che formano una vera famiglia e ritrovano la dignità di sentirsi importanti e amati da qualcuno.

Ed ecco la casa non è più il luogo ma sono le persone che la compongo che insieme si sentono famiglia.

Nella nostra Diocesi ci sono diverse realtà, nelle buone abitudini riportiamo la testimonianza di una mamma e di un papà che hanno scelto di aprire la propria casa: “Sentirsi a casa…APG23!”

123

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments